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La città "dal cuore diviso": turismo o comodità? Vivibilità o accessibilità? Le idee (molto) diverse sul centro storico

Due lettere (quasi) contrapposte mostrano lo scenario: la visione sul centro storico non è una nime

Piazza maggiore auto

Un unico centro, opinioni diverse. Il recente incontro sulle multe a Mondovì Piazza ha riacceso un dibattito che - a questo punto è evidente - non si era mai davvero sopito: quello sulla viabilità del centro storico della città.

Per una qualche ragione (su cui si possono fare tante ipotesi: in fondo a questo articolo, proviamo a farne una noi), Mondovì Piazza sembra vivere un'eterno, circolare, ragionamento che ruota sempre attorno alla stessa domanda: quale viabilità si vuole, per la piazza? Auto sì, o auto no? parcheggi sì o parcheggi no? Piazza "comoda" con le auto o piazza "bella" senza le auto?

Come emblema di questo (pluridecennale, diciamo pure "eterno") dibattito, ecco due lettere giunte alla nostra redazione in pochi giorni. La prima, giunta in tempo per la pubblicazione sull'edizione cartacea, era anche pubblicata sul numero uscito in edicola oggi. La seconda, arrivata in giornata, la pubblichiamo ora.

«Piazza è il biglietto da visita della città: mettiamo l'area pedonale tutto l’anno»

Piazza Maggiore è il cuore culturale e il biglietto da visita turistico della nostra città. Dopo una forte richiesta da parte dei cittadini per renderla più bella e vivibile vediamo che alcune cose sono cambiate ma restano tanti nodi da sciogliere. Purtroppo l’arredo urbano è carente, i dissuasori non sono stati posizionati in modo da poter scoraggiare la sosta selvaggia. Le macchine sostano puntualmente nella zona dei portici sottani non adibita alla sosta e davanti alla chiesa della Missione o tra le fioriere, che con gli anni sono state spostate e hanno favorito la sosta mordi-e-fuggi. Le manovre degli automobilisti hanno un conto salato per noi cittadini, sono stati abbattuti tre volte i lampioni storici, molti dei paletti davanti alla Missione sono saltati e mai rimpiazzati. Le pedonalizzazioni sono sempre accompagnate da una riqualificazione urbana: perché questo non è accaduto per Piazza? Insomma sembra che le idee non siano chiare da parte dell’Amministrazione. Per non parlare del mancato funzionamento delle barriere che ha portato confusione. Il problema era stato segnalato diverse volte ma purtroppo non si è intervenuto. Non possiamo non validare gli effetti positivi che il cambiamento della mobilità ha portato a Piazza, l’incremento dei residenti e nuove famiglie nel rione storico, così come un maggior utilizzo della funicolare incentivando ed educando i cittadini a scelte più sostenibili, il rinnovo del patrimonio storico privato con il recupero di facciate, l’aumento del settore turistico e la miglior vivibilità. Il vento è cambiato ed è per questo motivo che chiediamo di mantenere l’APU sulla Piazza 365 giorni all’anno sacrificando la ZTL in modo da non creare più confusione e rendendo lo spazio pubblico chiaro una volta per tutte. Questa scelta garantirebbe un futuro alle nuove generazioni, assicurando uno sviluppo turistico ed economico nel cuore di Mondovì in linea con i centri storici più virtuosi d’Italia e d’Europa.

«Al centro del rione devono esserci i residenti: non chi non vive qui o vuole "il salotto"»

Buongiorno, sono un residente del rione Piazza di Mondovi. Ho partecipato alla riunione del venerdì, dove si è fondamentalmente trattato il problema Ztl con annesse multe recenti. Fermo restando che la viabilità a Piazza è caotica e confondente ed andrebbe rivista, mi permetto di scrivere poche righe sulla situazione generale del borgo. Abito qui dal 2002 e ahimè non ho visto che chiusure o drastici ridimensionamenti dei servizi. Le manifestazioni inoltre vanno viste anche con l'occhio del residente e non solo dal punto di vista di chi giustamente ne ha un vantaggio. La situazione parcheggi impone a volte a persone che lavorano di girare a vuoto per ore per trovare un posto dove sistemare l'auto (a mio avviso Piazza d'Armi dovrebbe essere sempre libera e non con le limitazioni orarie ). Non mi esprimo sul valore culturale di qualche manifestazione ma per Piazza, vedrei cose maggiormente in sintonia estetica e culturale con in borgo antico(concerti di classica o jazz, teatro all'aperto, presentazione di libri o cineforum all'aperto..). Emblema del tutto è via Vico che si è trasformata nel tempo da via delle Botteghe a via dei passi carrabili. Queste righe non hanno un intento polemico ma gradirei fossero una spinta verso una valorizzazione del Borgo che vada oltre al concetto di "salotto" per turisti e persone che non risiedono... gli anziani se ne stanno andando ed il futuro non sembra roseo. Mi auguro che in qualche forma si incentivi la vita del rione mettendo al centro chi ci vive e non chi viene e poi se ne va.

Una sintesi?

È difficile sintetizzare ciò che si sente dire, quando si parla di questo tema. Soprattutto, è difficile quando si cerca di dare voce a visioni tanto distanti, al di là dei meriti di una o dell'altra parte. C'è chi vorrebbe che il giornale sposi una delle due cause, o che si aspetta che lo faccia. Da parte nostra, osiamo una riflessione.

Se dopo 30-40 anni di discussioni (i primi "dibattiti" sulla pedonalizzazione di piazza Maggiore hanno questa età) non si è ancora giunti a una visione una nime, a questo punto è segno che non ci si arriverà mai. Perché questa visione unanime non c'è. 

Come mai? Forse il motivo (e ribadiamo: forse) sta nel fatto che Mondovì Piazza ha due anime. da una parte il cuore turistico, dall'altra il rione vecchio. Non è detto che siano due anime contrapposte... ma su questo specifico tema, invece, lo diventano. 

Da una parte, c'è chi la vede per il suo valore turistico, attrattivo. E fra questi c'è anche chi ci è andato a vivere per scelta, immaginandosi una vita all'interno di un centro storico, "di pregio" (e sul quale, magari, ha anche investito), e che accetta o accetterebbe di buon grado di rinunciare alla comodità di accesso per avere una piazza "libera" dalle auto, godibile.

Dall'altra, c'è chi la vede come il rione in cui ha sempre abitato e in cui vorrebbe semplicemente vivere "normalmente", con le stesse comodità di chi vive in altre zone della città (o comunque, non con differenze così enormi). Non si oppone certo alla fruizione turistica, ma non accetta che nel nome del turismo si penalizzi la vita quotidiana di chi vive in quei palazzi da tanti anni.

È impossibile dire quale sia l'opinione "giusta": sono visioni diverse, ognuna con le sue radici e motivazioni. Per la medesima ragione, è difficile credere che che sta su una delle due posizioni possa... farsi convincere dalla posizione contrapposta.

In mezzo a tutto questo, c'è però il ruolo di chi governa. E che deve prendere una (una?) decisione: scegliendo tra una visione o l'altra, oppure mediando, incastrando, alternando... perché in trent'anni (e negli ultimi 10-15 in particolare) si è visto di tutto o quasi. Non sappiamo se qualcuno troverà mai la soluzione "che accontenta tutti": lo riteniamo difficile, per non dire impossibile (anzi, è più probabile il contrario: le decisioni mediane riscuotono sempre critiche da entrambe le parti). L'esempio di Mondovì Breo, dove dopo 10 anni di ZTL il dibattito è tutt'altro che placato, dimostra che questo tema non è di facile "digestione" per nessuno. E Piazza, su questo tema, sembra destinata a essere un centro... diviso.

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