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"Gambero Rosso" intervista Teo Musso, il figlio ribelle che ha portato la birra nella terra del vino

Il patron di "Baladin" si racconta: «Mia mamma diceva: "è matto, qui la birra non si beve"»

"Gambero Rosso" intervista Teo Musso, il "figlio ribelle" che ha portato la birra nel mondo del vino

Teo Musso, patron di Baladin

Nel cuore delle Langhe, terra celebre per i suoi grandi vini, Teo Musso ha scritto una delle pagine più affascinanti dell’artigianato brassicolo italiano. Partito negli anni ’80 da Piozzo con la sua idea di birra, ha non solo sfidato le tradizioni enologiche piemontesi, ma ha contribuito a creare una cultura birraria che oggi si riconosce e apprezza in tutto il mondo.

Figlio di viticoltori, Teo ha spesso ricordato, in più occasioni, come già da ragazzo preferisse la birra al vino – una scelta che, nella sua terra, non era scontata: «Mia mamma diceva: "è matto, qui la birra non si beve"» ha raccontato. Dopo esperienze all’estero e l’apertura nel 1986 della sua birreria Le Baladin, ha iniziato a importare decine di etichette europee, poi a produrre birre proprie aprendosi la strada come pioniere del prodotto artigianale in Italia.

Oggi Baladin è molto più di un birrificio: è simbolo di innovazione e di una visione che unisce qualitativamente la birra alla cultura gastronomica. in un'intervista di qualche giorno fa alla nota rivista di settore "Gambero Rosso", Teo Musso sottolinea come l’esperienza del vino abbia aiutato la birra artigianale a evolversi — insegnando l’importanza dei profumi e del gusto — e afferma che il mondo brassicolo italiano abbia fatto passi da gigante, pur restando ancora in parte «figlio» di quel legame con il vino.

Un tema centrale nell’intervista è la crisi dei consumi: Teo osserva con preoccupazione una generazione di giovani poco interessata al gusto, attratta invece da approcci più funzionali al bere. Per affrontare questa sfida, secondo lui, serve una vera e propria rivoluzione comunicativa e un linguaggio capace di parlare al pubblico contemporaneo.

Musso parla anche di tendenze, come la crescita del no-alcol, settore in cui la birra artigianale italiana è già molto avanti rispetto al vino. Baladin ha investito anni di ricerca per produrre birre con microfermentazione sotto lo 0,5% di alcol, incontrando un successo crescente con questa tipologia.

Infine, il patron di Baladin guarda al futuro con fiducia ma con realismo: per sostenere il settore è fondamentale formare il personale di sala e promuovere una cultura della birra paragonabile a quella del vino. Senza competenze adeguate, infatti, la birra fatica ancora a entrare nelle carte dei locali come alternativa di qualità.

Con Baladin oggi presente in decine di Paesi, la strada aperta da Musso dimostra che, anche in una regione storicamente votata al vino, la birra può diventare simbolo di eccellenza e di identità territoriale.

LEGGI QUI L'INTERVISTA COMPLETA DI "GAMBERO ROSSO"

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