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C'era una volta il festival teatrale studentesco: «E se lo facessimo tornare?»

I "Servi di scena" provano a riportare sul palco qualcosa che manca da sei anni

C'era una volta il festival teatrale studentesco: «E se lo facessimo tornare?»

C'era una volta il festival teatrale studentesco. Si chiamava "Tutti in scena" ed era bellissimo: settimane di prove, di adattamenti, di studio tra scenografie e copioni. E poi, il palco. Con l'ansia da performance, gli applausi, le soddisfazioni e chissà quali emozioni prima, durante, dopo. Era un modo straordinario per promuovere la "cultura del teatro" vissuto dal di dentro.

Era un'idea dei "Servi di scena", compagnia teatrale di Mondovì guidata da Michele Rados, professore del Liceo in pensione. Il festival, figlio di un progetto nato negli anni '80, era rinato nel 2009 con i laboratori di teatro a scuola. Coinvolgeva tutti gli istituti superiori cittadini. È continuato ininterrottamente fino al 2019... e poi, nel 2020, è arrivato il Covid. I progetti scolastici si fermarono in blocco, gli studenti erano tutti a casa a seguire le lezioni via computer - la "DAD", didattica a distanza.

«E se lo facessimo tornare?», si chiede oggi Michele Rados. Inutile dire che l'idea non lo ha mai abbandonato. Nel 2024 i "Servi di scena" tornarono sul palco con "L'uomo, la bestia e la virtù" di Pirandello, ma il festival studentesco non è mai ripartito. Nelle scorse settimane, però, qualcosa si è mosso.

«Ho preso contatti con le dirigenze degli Istituti superiori di Mondovì - ci racconta Rados -. Certo, non è facile: il festival è fermo dal 2019, e questo significa che... nessuno studente di oggi lo ha mai visto, né se lo ricorda. Chi partecipò alle ultime edizioni è ormai "fuori" dalle Superiori».

Le difficoltà, poi, sono anche di altra natura: le Scuole superiori stanno affrontando anni in cui i progetti richiedono una trafila autorizzativa (ed economica) completamente diversa dal passato. E, come se non bastasse questo, per diversi Istituti di Mondovì questo anno scolastico sarà attraversato da varie (e note) difficoltà logistiche, ovvero... i traslochi.

Per ora ha aderito un Istituto, il "Cigna-Baruffi-Garelli". Ma il teatro può ancora attirare? «Ecco, questa è la cosa più bella: ho scoperto che è così! - racconta Rados -. Ho avuto occasione di parlare con le classi seconde dell'Istituto: e ho subito colto un entusiasmo e un interesse crescente. Abbiamo deciso di ripartire dalle classi secondo. È tutto da ricostruire, ma credo che ci siano le premesse per provarci».

Il progetto vero e proprio è in fase di "costruzione". L'ipotesi: cominciare con gli studenti che accettano e invitare le scuole ad assistere. E poi i "Servi", che ora si sono uniti alla compagnia Teatro Marenco, stanno lavorando a una sorpresa... ma per ora non si anticipa nulla.

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