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Mino Taricco: «Ci manca la pace e ci sentiamo impotenti. Cosa può fare ognuno di noi?»

Secondo intervento in due giorni per l'ex senatore, dopo un lungo silenzio sui social. Nelle sue parole c'è forte preoccupazione per la situazione globale

Mino Taricco: «Ci manca la pace e ci sentiamo impotenti. Cosa può fare ognuno di noi?»

Mino Taricco, ex Senatore, è fuori dai giochi politici dal 2022

Dopo anni di silenzio sui social, l’ex senatore del Partito Democratico Mino Taricco, in Parlamento fino al 2022, è tornato a far sentire la propria voce. E lo ha fatto scegliendo un terreno tutt’altro che leggero: la politica internazionale, le guerre in corso e le derive che, a suo giudizio, rendono il momento storico particolarmente delicato.

Il primo intervento, pubblicato ieri 28 gennaio, ha espresso una forte preoccupazione per il quadro generale: i conflitti che continuano a insanguinare diverse aree del mondo, le idee e le azioni “pericolose” di leader come Donald Trump e Vladimir Putin, e gli episodi che in questi giorni hanno visto tristemente protagonista ICE negli Stati Uniti, simbolo di una gestione sempre più dura e divisiva delle migrazioni.

A distanza di appena 24 ore, questa mattina, 29 gennaio, Taricco è tornato nuovamente a postare. Al centro del suo secondo intervento c’è una parola tanto evocata quanto fragile: pace. Un tema che l’ex senatore affronta non in chiave retorica, ma partendo da un sentimento diffuso di smarrimento e impotenza.

«Mai come in questa stagione, nelle speranze e nell’immaginario di ciascuno, ha un posto importante l’idea stessa di “pace”», scrive Taricco. «Tutti o quasi ne sentiamo la mancanza e la distanza, e quasi sempre ci sentiamo impotenti di fronte all’angoscia e al vuoto che la sua assenza crea».

Nel suo post, Taricco racconta di aver letto della Walk for Peace, un’iniziativa che vede un gruppo di monaci attraversare a piedi gli Stati Uniti, dal Texas fino a Washington D.C., percorrendo quasi 2.300 miglia (circa 3.700 chilometri), con arrivo previsto a fine febbraio 2026. Un cammino che attraverserà numerosi Stati e che non ha l’obiettivo di protestare, ma di lanciare un messaggio più profondo.

«Non camminiamo per protestare, ma per risvegliare la pace che già vive dentro ognuno di noi», è il messaggio dei monaci, riportato dall’ex senatore.

Un principio che, secondo Taricco, tocca il cuore stesso dei diritti umani: la dignità di ogni persona, indipendentemente da credo, origine o condizione sociale ed economica. Un gesto semplice, quasi disarmante nella sua essenzialità, ma capace – scrive – di “toccare il cuore a milioni di persone”.

Il ritorno sui social di Mino Taricco non appare dunque come una semplice presa di posizione episodica, ma come il tentativo di riaprire uno spazio di riflessione pubblica in un tempo segnato da paura, polarizzazione e conflitto. Un invito, rivolto prima di tutto ai singoli, a non rassegnarsi all’idea che nulla possa essere fatto.

«Nella loro semplicità – conclude – ci dicono che qualcosa è possibile».

Un messaggio che, proprio per la sua sobrietà, risuona come una chiamata alla responsabilità collettiva, in un momento storico in cui la pace sembra lontana, ma forse non del tutto irraggiungibile.

I suoi interventi di oggi e di ieri stanno trovando largo consenso sulla sua pagina social, mentre tra i suoi estimatori c'è già chi si augura che queste esternazioni possano essere il primo passo per un suo nuovo, futuro, impegno politico.  

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