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Abbattimento di 10 grandi cedri, sale la protesta: «Incateniamoci agli alberi»

Affidato il subappalto per l'esecuzione dei lavori. Stamattina i manifestanti scendono in piazza

Abbattimento di 10 grandi cedri, sale la protesta: «Incateniamoci agli alberi»

Gli alberi oggetto della protesta

Cresce la mobilitazione a Cuneo contro la decisione dell’Amministrazione comunale di procedere con l’abbattimento di dieci cedri secolari in piazza Europa, in vista della riqualificazione dell'area. Questa mattina, 20 febbraio, cittadini e attivisti raggiungeranno la piazza per esprimere il proprio dissenso, mentre si avvicina concretamente l’apertura del cantiere.

Secondo quanto emerso, le prime recinzioni potrebbero essere installate già all’inizio della prossima settimana, segnando l’avvio operativo dei lavori. Il Comune ha infatti formalizzato l’affidamento in subappalto degli interventi di taglio degli alberi alla ditta Giordanengo Legnami di Robilante, per un importo di 8mila euro. L’incarico è stato richiesto dall’impresa Sam Costruzioni di Cherasco, che si è aggiudicata l’appalto complessivo da 2,4 milioni di euro per la riqualificazione dell’area.

La delibera relativa al subappalto è stata pubblicata ieri, giovedì 19 febbraio, sull’albo pretorio dell’ente e segue i precedenti atti con cui sono stati affidati l’incarico di direzione lavori e il coordinamento della sicurezza in fase esecutiva, passaggi necessari per l’apertura del cantiere.


Il rendering della riqualificazione della piazza

La notizia ha ulteriormente alimentato la protesta. I manifestanti contestano in particolare la scelta di procedere senza attendere l’esito del ricorso presentato al Consiglio di Stato, la cui decisione è attesa per il 5 marzo. «Scendiamo in piazza contro la decisione del Comune di affidare a una ditta i lavori di abbattimento dei cedri – spiegano –. Non è stato nemmeno aspettato il pronunciamento definitivo della giustizia amministrativa».

Nel corso della mobilitazione è stata annunciata anche l’intenzione di mettere in atto forme di protesta simbolica, come incatenarsi agli alberi, con l’obiettivo di ampliare il fronte del dissenso e sensibilizzare l’opinione pubblica.

I contestatori richiamano inoltre gli articoli 9 e 32 della Costituzione, che tutelano rispettivamente il paesaggio, l’ambiente e il diritto alla salute.

Il clima in città resta teso: da una parte l’amministrazione che accelera verso l’apertura del cantiere, dall’altra un gruppo sempre più determinato di cittadini che parla apertamente di “grave danno ambientale” e chiede di fermare l’intervento.

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