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Solea è tornata a casa: «Il sostegno della Polizia locale ha riacceso la speranza»

Una storia a lieto fine che arriva da Mondovì, con un ringraziamento speciale a chi non si è arreso

solea gatto polizia locale

Solea in compagnia del... Moro di Mondovì

Bisogna provarlo per crederci: il rapporto tra un animale domestico e quelli che spesso diventano i “suoi” inquilini umani è speciale. Facile considerarli come qualcuno di famiglia, soprattutto quando qualcosa va storto. Per fortuna ci sono storie anche a lieto fine come questa che arriva da Mondovì con un risvolto speciale: un particolare ringraziamento alla Polizia locale cittadina e soprattutto al vicecommissario Oreste Bertolino.

Lo racconta una lettera ricevuta dalla nostra redazione a nome della famiglia Rodrigues Mejias. A scrivere è Gigliola che si è messa nei panni della sua Solea, grazioso felino, che se l’è vista brutta per qualche giorno.

«Il 9 febbraio la mia famiglia era devastata. Dopo una semplice visita dal veterinario, qualcosa mi ha spaventata e sono fuggita via, correndo senza guardarmi indietro. In pochi istanti mi sono ritrovata sola, nel freddo, con i baffi che tremavano e il cuore che batteva forte. A casa, la mia “nonna umana”, Luz, e mio zio Diego, non riuscivano a darsi pace. Con un filo di voce e tanta tristezza nel cuore, ha contattato la Polizia Locale di Mondovì. Pensava che, se per una persona servono circa 48 ore per attivare determinate ricerche, per me – una semplice gatta senza razza, adottata dopo essere stata trovata per strada insieme ai miei fratellini – forse ci sarebbe voluto ancora più tempo. E invece no. Dopo una settimana, nonna Luz ha formalizzato la denuncia ed è rimasta sorpresa dalla pronta risposta. Gli agenti sono stati disponibili, positivi e rassicuranti. Hanno promesso che avrebbero fatto il possibile per aiutare a ritrovarmi. Non si trattava “solo” di una gatta: si trattava di un membro della famiglia. Il vicecommissario Oreste Bertolino ha risposto con grande disponibilità e umanità e non è mai mancata la sua vicinanza. Ha ascoltato, incoraggiato, rassicurato. Non ha mai fatto sentire i miei umani soli nella ricerca. Quel sostegno ha acceso una nuova speranza. Sentire che qualcuno credeva nel mio ritorno ha dato forza alla mia famiglia, che ha ricominciato a cercarmi con ancora più determinazione. Sono stati affissi volantini, è stato chiesto aiuto, la mia immagine è stata condivisa ovunque possibile. Tra le persone che si sono mobilitate, un grazie speciale va anche a Elisa Platia e a tutti coloro che hanno condiviso la mia foto, trasformando la paura in una rete di solidarietà. Poi, una sera, nel buio pungente dell’inverno, è successo. Mi hanno trovata. Ero lì, infreddolita, con gli occhi ancora pieni di timore. Sono sempre stata una micina paurosa e, mentre vagavo sola, temevo che nessuno mi avrebbe più ritrovata. Avevo paura che la mia vita tornasse a essere quella di un tempo: la strada, l’incertezza, il freddo.

Invece ho sentito le loro voci. Ho riconosciuto il loro amore prima ancora delle loro mani. E sono tornata tra le braccia dei miei umani. Oggi, con il cuore colmo di gratitudine, voglio dire grazie alla Polizia Locale di Mondovì per il supporto dato alla mia famiglia, per la sensibilità dimostrata e per aver permesso la diffusione dei volantini. In particolare, grazie al Vicecommissario Oreste Bertolino per la sua umanità e la sua costante disponibilità.

Sono solo una micina piemontese, è vero. Ma questa storia dimostra che ogni vita conta, che l’empatia fa la differenza e che dietro una divisa può battere un cuore grande. E io, che avevo paura di restare sola per sempre, oggi posso dire con orgoglio: sono tornata a casa».

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