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23 Febbraio 2026 - 16:11
«La crisi del personale infermieristico sta raggiungendo un punto di non ritorno». Il sindacato Nursind lancia un forte allarme sulla situazione del personale in Piemonte.
«Il saldo tra pensionamenti, uscite a vario titolo e nuovi ingressi resta fortemente negativo: per ogni due infermieri che vanno in pensione, ne viene assunto uno solo. I dati parlano chiaro: mentre la quantità di medici sul mercato è destinata a crescere, quella degli infermieri è in caduta libera. Stiamo andando verso un paradosso insostenibile, reparti con più medici pronti a prescrivere cure che infermieri disponibili per somministrarle. Una sproporzione che rende vana ogni diagnosi e mette a rischio la sicurezza del paziente, poiché viene a mancare il pilastro dell'assistenza continua».
Francesco Coppolella, Nursind Piemonte: «Le realtà meno "appetibili" si stanno sguarnendo a favore di realtà più favorevoli. I recenti concorsi infatti si sono tradotti spesso in semplici spostamenti di infermieri tra aziende diverse. Inoltre, entro la metà del 2026, la Regione deve completare la rete delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità. Questo sta richiedendo un travaso di personale dagli Ospedali verso il territorio. Unità che senza nuove risorse non potranno essere sostituite con un impatto importante sulla tenuta dei servizi ospedalieri. Nel 2025, il 70% delle risorse destinate alle prestazioni aggiuntive, turni oltre l’orario normale di lavoro, sono state utilizzate per coprire i turni e garantire la sicurezza minima a causa della cronica mancanza di personale infermieristico: oggi possiamo dire che ne serviranno di più mentre invece sono state dimezzate. Siamo estremamente preoccupati dal dimezzamento dei fondi destinate alle prestazioni aggiuntive. Se quelle a disposizione verranno inoltre dirottate quasi interamente sulle liste d'attesa, la tenuta dei servizi assistenziali ordinari crollerà. Gli infermieri non sono più disposti a saltare i riposi senza un riconoscimento economico certo e dignitoso».
Le richieste del sindacato: «È necessario mappare in tempo reale le carenze e intervenire sulle singole aziende: sono molte le aziende che registrano il segno meno per quanto riguarda gli infermieri, qualcuna anche a tre cifre ed è impossibile che questa condizione non possa avere ripercussione sui servizi. Individuare risorse e declinare interventi necessari a garantire la dignità e il lavoro dei professionisti oltre che la sicurezza delle cure: dimezzare le risorse per la copertura dei turni è un fatto che deve trovare subito una soluzione. Indispensabile infine una transizione verso nuovi modelli assistenziali che superino la rigidità odierna: bisogna ridurre le inefficienze organizzative e monitorare l’appropriatezza delle risorse”
Infine, le condizioni attuali non consentiranno di dotarsi di un sistema territoriale forte, guidato da infermieri, unico strumento in grado di gestire le cronicità ed evitare che ogni bisogno di salute si trasformi in un accesso improprio al sistema di emergenza intra ed extra ospedaliero. Per affrontare una crisi di questa portata, la Regione Piemonte non può più agire in modo frammentato. Proponiamo l'istituzione immediata di un Organismo Regionale Permanente per il Governo della Carenza Infermieristica, una struttura tecnica e decisionale che superi la logica dell’emergenza. Solo una regia unica può evitare che la carenza di infermieri si trasformi in uno smantellamento silenzioso dei servizi essenziali».
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