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Il viaggio fantastico di Piero, tra la strada dei ricordi e le stelle

Un ricordo di Piero Bonelli, autista vicese, inviato dai familiari: il suo sogno di restaurare la vecchia corriera e trasformarla in un viaggio di ricordi, affetto e commiato

Il viaggio fantastico di Piero, tra la strada dei ricordi e le stelle

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Qualche tempo fa Piero aveva espresso un suo desiderio, anzi proprio un progetto, un’idea che, quando la esponeva agli amici od ai parenti, tutti cercavano di convincerlo di lasciar perdere, che non era il caso, che sarebbe stato impossibile attuare, che sarebbe costata un’enormità e non erano più i tempi, non si sarebbero trovati i pezzi ed inoltre erano cambiate le norme e poi vatti a cacciare nella burocrazia!

Ma Piero era ben determinato, anzi irremovibile e non mollava il suo obiettivo: riparare, restaurare e riportare in carreggiata la sua vecchia corriera che aveva per tanti anni guidato sulle strade dei paesi vicini e lontani. Sognava con nostalgia e ricordava con simpatia tutti quei viaggi: le strade insidiose con neve e ghiaccio degli inverni e quelle polverose ed assolate dell’estate, le frotte degli studenti vocianti, ed il silenzio assonnato degli operai del primo turno del buio mattino e le allegre scampagnate delle gite con le canzoni alla moda urlate a squarciagola ed i contadini e le massaie con le ceste di polli e conigli per il mercato del sabato. Sì!! Non aveva dubbi!! Di sicuro avrebbe realizzato il suo sogno!

Sapeva dove rintracciare la sua vecchia corriera: era ferma da anni parcheggiata nell’ala abbandonata della nuova officina dove circolavano oramai solo pullman moderni tutti vetro e lucenti come navicelle spaziali. Dopo aver preso contatto con il capoofficina, Piero si mette subito all’opera aiutato da uno staff di bravi meccanici. La vecchia corriera presenta le ingiurie del tempo, ma il telaio e la carrozzeria di collaudato acciaio con una mano di antiruggine e vernice rifulgono di antico splendore. Si controllano le gomme, si cambiano alcune lampadine bruciate ed un vetro rotto di un fanale, il motore richiede un intervento accurato, si rettifica un pistone con le sue fasce elastiche e le valvole vengono calibrate con un alesaggio preciso, si cambiano olio e filtri, alcuni manicotti e gli iniettori del motore, si installa una nuova batteria e si rabbocca l’olio freni, il serbatoio del carburante e il radiatore. Il capoofficina riesce anche a rinnovare il libretto di circolazione ed è quasi tutto pronto per la partenza,, ma Piero cerca ancora un cartello da installare sul parabrezza della corriera per indicare la destinazione del viaggio: alla fine lo trova. Un bel cartello con lettere cubitali fosforescenti: “viaggio fantastico”.

Il capoofficina dà il via! Piero con emozione si siede alla guida e gira la chiave del motore: dopo un leggero frignare del motorino d’avviamento, il motore parte ronfando come le fusa di un gatto acciambellato sul divano. Che gioia! che bellezza! Si parte!!! La guida è piacevole e sicura: Piero sa il fatto suo. Lo sterzo non è assistito, ma Piero ha braccia robuste che dominano il volante; le marce non sono sincronizzate, ma Piero conosce molto bene l’arte della doppietta sull’acceleratore per portare la frizione in armonia con gli ingranaggi del cambio. È un automezzo attempato ma fila docile e veloce per le strade che Piero vuole ripercorrere. Sono strade dei nostri paesi che Piero conosce molto bene e che adesso contento e gioioso rigira con la sua vecchia corriera. Sono strade in pianura ed altre che si inerpicano sulle colline come quella di San Pietro che passa proprio a casa dove con orgoglio con un bel colpo di clacson saluta Nica e Claudio che dal cortile ricambiano con affetto e stupita ammirazione per questa straordinaria impresa.

Piero viaggia sereno e alla prima pensilina nota la richiesta di fermata da un gruppo di persone. Prontamente frena e si ferma apre le porte e… meraviglia! Riconosce tutti i parenti che non vedeva da tanti anni. Anche loro festeggiano Piero che li invita a salire per quel “viaggio fantastico”. Il viaggio continua e per strada o alle pensiline o agli incroci o solo davanti ad un singolo portone la gente che incontra chiede di salire. Piero accoglie tutti: i suoi colleghi di lavoro, i suoi capi dell’autolinee, gli amici, anche semplici conoscenti. Tanti gli chiedono: “Ma Piero come paghiamo il biglietto?”. E lui a tutti “Non preoccupatevi del biglietto, il biglietto è gratis omaggio dei tanti begli anni che abbiamo passato insieme”.

Il viaggio prosegue liscio, senza scossoni, le ruote della vecchia corriera incrociano i tanti bei paesaggi delle nostre colline. Case e cascine che biancheggiano sulle vallate, campi, prati fioriti, alberi di boschi e forre, vigneti stesi sui bricchi e la strada e la corriera si fa leggera e si stacca dalla terra e prosegue in una scia luminosa che viaggia serena e lieve tra i pianeti e le stelle.

Ciao Piero! Buon viaggio!

I Familiari

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