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«150 anni di storia non sono in vendita»: i giornalisti de “La Stampa” in piazza

Oggi, giovedì 26 febbraio, il quotidiano non è in edicola dopo lo sciopero proclamato per chiedere chiarezza sull'ipotesi di cessione

«150 anni di storia non sono in vendita»: i giornalisti de “La Stampa”  in piazza

La manifestazione a Torino

Oggi, giovedì 26 febbraio, il quotidiano La Stampa non è in edicola dopo lo sciopero proclamato dai giornalisti e poligrafici. Mercoledì 25 febbraio davanti al palazzo municipale di Torino si è tenuto un presidio dei giornalisti e dei lavoratori, mobilitati per chiedere chiarezza sul futuro della testata. Come emerso nelle scorse settimane Gedi starebbe trattando la vendita de La Stampa al gruppo Sae (che gestisce già Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara e La Provincia Pavese).

«Siamo in un momento di profondissima incertezza – ha detto Silvia Garbarino, giornalista del quotidiano torinese e segretaria dell’Associazione Stampa Subalpina – abbiamo grande timore per cosa ne sarà del domani. Portiamo in piazza i nostri problemi alla ricerca di condivisione e continueremo questa battaglia finché non riceveremo risposte. C'è una due diligence avviata con un editore, la Sae di Leonardis, che in questo momento non ci dà alcuna fiducia visto che non c'è un piano industriale, né una tenuta economica né di crescita».

«I nostri valori non sono in vendita. Da 150 anni, da prima che esistesse Elkann, siamo patrimonio di questo territorio, i giornali sono presidi di democrazia e non possono essere abbandonati a logiche di mercato», ha detto al microfono Giovanna Favro, del comitato di redazione.

La redazione del quotidiano chiede all’azienda, attraverso un comunicato a firma del Comitato di Redazione e delle Rsu a nome di tutti i lavoratori e collaboratori dell’editrice, «di rispondere, una volta e per tutte, alle indiscrezioni che hanno alimentato e continuano ad alimentare confusione e incertezza sul futuro del nostro giornale».

In piazza, in solidarietà ai lavoratori, anche giornalisti di altre testate, sindacalisti, consiglieri comunali, alcuni assessori e la vicesindaca di Torino Michela Favaro. Anche il presidente Carlo Bartoli con il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha espresso solidarietà e vicinanza ai colleghi.

«La cessione di un giornale – ha affermato il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia – non è la cessione di un'azienda qualunque. È un pezzo di democrazia che deve essere tutelato e a tutelarlo deve essere un impegno collettivo». Tallia ha ricordato che da dieci anni si attende il rinnovo del contratto di lavoro Fnsi-Fieg: «Probabilmente si tornerà a scioperare e tra le ragioni dello sciopero deve essere inserito anche il futuro delle testate. Non si può far finta di nulla e anche il Governo deve essere chiamato a fare la sua parte».

Dalla politica “Preoccupazione per il futuro della testata”

Il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale esprime piena e convinta solidarietà ai giornalisti e ai dipendenti del quotidiano La Stampa, scesi oggi in piazza a Torino per manifestare la loro preoccupazione per le sorti della testata. «Siamo al fianco dei lavoratori del quotidiano e auspichiamo che, da parte dell’attuale proprietà, le trattative siano condotte nella piena tutela delle professionalità coinvolte – dichiara Carlo Riva Vercellotti, capogruppo di FdI a Palazzo Lascaris –. A nome di tutto il gruppo regionale, esprimo preoccupazione per una situazione che rischia di impoverire il patrimonio informativo locale. Auspichiamo che la proprietà che ha deciso di vendere faccia ogni cosa possibile per tutelare i lavoratori».

«Abbiamo voluto esprimere insieme, come capogruppo di opposizione in Consiglio regionale, la nostra totale vicinanza e solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti oggi in sciopero per difendere la dignità del proprio lavoro e il futuro del quotidiano. Siamo al loro fianco, così come al fianco di tutti gli operatori dell'informazione del Gruppo Gedi e riteniamo cruciale che l'editore faccia al più presto chiarezza sulle condizioni di questa operazione, sul futuro de La Stampa e delle redazioni locali», scrivono le capogruppo di opposizione nel Consiglio Regionale del Piemonte, Gianna Pentenero, Partito Democratico; Alice Ravinale, Alleanza Verdi Sinistra; Sarah Disabato, Movimento 5 Stelle; Vittoria Nallo, Stati Uniti d'Europa.

Uncem, con il presidente Marco Bussone, condivide totalmente le preoccupazioni dei giornalisti de La Stampa. «Le preoccupazioni devono essere condivise dalle Istituzioni – e dunque lo sono anche di Uncem – per la qualità della democrazia che viene indebolita, in mezzo a trattative che vedono giornalisti e tutti i lavoratori dei diversi settori non informati di quanto sta avvenendo. Non è accettabile e ammissibile. Serve uno scatto di tutti, accanto ai giornalisti, alle loro famiglie, all'Associazione Stampa Subalpina e alla FNSI, quest'ultima giustamente intervenuta ieri a Sanremo per sbloccare le trattative sindacali del contratto nazionale dei giornalisti, fermo da dieci anni. Le Istituzioni alzino la voce per difendere aziende culturali, come la Stampa, giornali, democrazia».

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