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“La Stampa” in vendita: la preoccupazione dei giornalisti. Il prossimo direttore ha già un nome?

Le perplessità del Comitato di redazione «sulla solidità finanziaria di lungo periodo del gruppo Sae»

“La Stampa” in vendita: la preoccupazione dei giornalisti. Il prossimo direttore ha già un nome?

Dalla trattiva con i veneti di NEM a quella con il gruppo SAE. La cessione de “La Stampa” da parte del gruppo Gedi sta ormai assumendo i contorni di una telenovela. Il gruppo SAE dispone già di un network di testate radicate nei territori, alcune già acquisite proprio dal GEDI: Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Provincia Pavese, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara

Sul tavolo non c’è solo la testata, ma anche tutto ciò che le ruota attorno: asset collegati e attività di printing, comprese le rotative. Una mossa che apre scenari nuovi e delicati, destinati a far discutere.

De Bortoli alla direzione?

Un altro tassello lo aggiunge la testata “Lo Spiffero”: Alberto Leonardis, presidente e ad del gruppo SAE avrebbe già in mente il nome del prossimo direttore. La scelta potrebbe cadere su Ferruccio De Bortoli, oggi editorialista del “Corriere della Sera” dopo esserne stato per due volte direttore (dal 1997 al 2003 e dal 2009 al 2015).

Alberto Leonardis è stato Advisor direzionale di società quali Telecom Italia, Microsoft Italia, Oracle Italia, Siemens Medical Solutions, Poste Italiane e della società editrice Editoriale Novanta S.r.l. con deleghe di sviluppo. Azionista e presidente con deleghe operative de Il Centro S.p.A., società editrice del quotidiano regionale d’Abruzzo Il Centro. È stato azionista del primo periodico nazionale italiano nel settore ICT, il Corriere delle Comunicazioni e dell’agenzia stampa Dire. Inoltre, Alberto Leonardis è stato membro del comitato territoriale di Banco BPM

La preoccupazione dei giornalisti

Nella giornata di martedì 20 gennaio vertici di Gedi e Gnn hanno convocato d'urgenza il Cdr per comunicare le ultime novità. «L'azienda ha motivato la preferenza per Sae rispetto all'offerta avanzata dal gruppo Nem di Enrico Marchi – si legge nella nota del Comitato di redazione de “La Stampa” – spiegando che si tratta di “un editore”, e ce ne rallegriamo, che ha presentato un piano industriale convincente e potrebbe fare da “massa critica”, unendo le copie dei giornali che già possiede con le nostre e quindi rendere sostenibile l'operazione. Alle nostre perplessità sulla solidità finanziaria di lungo periodo del gruppo Sae l'azienda ha risposto che Leonardis sta cercando soggetti, anche istituzionali, sul territorio del Nord Ovest, che possano diventare soci. Soggetti però non nominati, anche se il presidente di Gedi Ceretti e l'ad Comuzzo hanno espresso un sentimento “positivo” circa la loro futura comparsa».

Alla luce di questa comunicazione il Cdr esprime «tutta la sua preoccupazione» dal momento che ritiene del tutto insufficienti le garanzie sulle capacità finanziarie di Sae, il mantenimento dei livelli occupazionali e dell'attuale struttura ed articolazione delle redazioni, senza contare poi che non ci è stata data alcuna informazione a proposito del piano industriale che dovrebbe garantire il nostro sviluppo futuro».

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