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A “Rondine” il riconoscimento per il dialogo e la pace in memoria dei martiri di Boves

Due giornate con il “Premio Vassallo-Ghibaudo-Bernardi”

A “Rondine” il riconoscimento per il dialogo e la pace in memoria dei martiri di Boves

Saranno due giornate intense di riflessione e confronto quelle in programma il 6 e 7 marzo a Boves in occasione della cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Internazionale Vassallo-Ghibaudo-Bernardi. Il concorso, promosso dall’Associazione don Bernardi e don Ghibaudo in collaborazione con la diocesi di Cuneo-Fossano, la Parrocchia di San Bartolomeo, la Scuola di Pace, Sermig, La Guida e La Fedeltà, è dedicato al tema “Dialogo tra generazioni per il bene comune”.

Un premio ideato per far emergere esperienze in cui il bene comune diventa un valore capace di superare anche le differenze generazionali. Sullo sfondo quanto avvenne il 19 settembre 1943 a Boves, durante la prima strage nazista in Italia, con Antonio Vassallo, don Mario Ghibaudo e don Giuseppe Bernardi. Tre figure simbolo di impegno e sacrificio.

Il convegno, nella Sala Polivalente “Banca di Boves” (piazza dell’Olmo), venerdì 6 marzo alle 20.30 prevede l’intervento e la consegna del premio ai vincitori: l’Associazione “Rondine – Cittadella della Pace”. Sabato 7 marzo, dalle 9 alle 12, sempre nella stessa location verranno presentate tutte le candidature pervenute. A seguire una tavola rotonda.

Ad assegnare il Premio a “Rondine – Cittadella della Pace” è stata la giuria coordinata da Luigi Pellegrino e composta da: Tiziana Ghibaudo, Sandra Golinelli, Viola Pellegrino, Luciano Milani, Nicole Busi, Alessandro Parola, don Alberto Costamagna, Chiara Genisio, Mariangela Tallone, Miryam Gall, don Gianluca Busi e don Angelo Romano.

L’associazione vincitrice del premio

Fondata nel 1997 da Franco Vaccari nel borgo di Rondine, a pochi chilometri da Firenze, l’associazione si impegna nella riduzione dei conflitti armati nel mondo, promuovendo il “Metodo Rondine” per la trasformazione creativa dei conflitti personali, etnici e tra nazioni.

La motivazione del Premio rimarca che Rondine “diventa una scuola e uno strumento per imparare concretamente a stare nelle relazioni e, attraverso il dialogo, a comunicare in modo generativo”. Non individui contrapposti, ma persone che riscoprono l’umanità dell’altro, anche quando è considerato un “nemico”, grazie alla convivenza quotidiana e al supporto di tutor facilitatori. Attraverso programmi internazionali di formazione e innovazione educativa, l’associazione offre percorsi rivolti a studenti delle scuole superiori, docenti, aziende, professionisti e giovani universitari provenienti da contesti diversi.

«L’associazione rispecchia pienamente la finalità del Premio – conclude la motivazione – che intende evidenziare la fecondità dell’operare per il dialogo, la pace e il bene comune, quali valori universali, costitutivi di ogni persona e di ogni popolo».

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