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28 Febbraio 2026 - 10:26
Nel riquadro, la consigliera regionale Alice Ravinale
Pubblichiamo di seguito l'intervento della consigliera regionale di AVS, Alice Ravinale.
Dopo le trionfali dichiarazioni dell’assessore Marnati di inizio gennaio, quelle in cui si diceva tra l’altro che “le molecole di carbonio” a Torino sono “meno tossiche”, l’inquinamento torna a farsi sentire: a Torino è di nuovo semaforo rosso per i diesel Euro 5, l’aria non è "accettabile", con sforamenti stabili oltre i 35 µg/m³ di PM2.5 e oltre i 50 per il PM10 per quasi una settimana intera. Limiti che l'Unione Europea ha stabilito che saranno maggiormente abbassati e stringenti per tutelare la salute pubblica e che il Piemonte e l'Italia non riusciranno a rispettare. Lo ha detto chiaramente due settimane fa il Direttore Arpa Piemonte Secondo Barbero che rispettare i nuovi limiti in soli cinque anni sarà "molto difficile. Con il trend di miglioramento in corso è praticamente impossibile" e che per raggiungere i nuovi livelli "dipenderà dalle risorse economiche disponibili e dalla capacità di implementare le tecnologie necessarie".
Sullo sfondo di tutto questo si staglia lo spettro del 1° ottobre 2026, data entro la quale bisognerà aver trovato misure compensative per evitare il blocco dei diesel Euro 5: misura introdotta proprio dalla Regione Piemonte, poi rinviata una prima volta con un intervento in extremis dal Governo, e poi la scorsa estate modificata ancora una volta dal Governo introducendo la possibilità appunto di introdurre "misure compensative", che però non si capisce bene quali siano e che effetto avranno. In poche parole, per scongiurare il blocco – che la destra in consiglio regionale aveva trionfalmente salutato con tanto di cartelli propagandistici al momento dell’approvazione della norma nazionale – siamo ancora in alto mare.
Avevo chiesto con tre interrogazioni depositate a inizio settembre in che modo le misure presentate nella conferenza stampa di Cirio e Marnati di inizio agosto – dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale a quello dei biocarburanti all’introduzione di sistemi filtranti – consentissero di compensare le emissioni dei diesel Euro 5: a sei mesi di distanza, e quindi con clamoroso ritardo rispetto ai tempi previsti dal Regolamento, le uniche risposte ottenute sono delle stime ipotetiche relative all’utilizzo di biocarburante e il fatto che gli spostamenti degli studenti universitari che beneficiano della misura Piemove incidano soltanto per una media del 4% sul totale della mobilità urbana. Dato che conferma il fatto che tale misura andrebbe estesa a tutti gli under 26, come abbiamo in più occasioni richiesto e come aveva promesso la stessa maggioranza, per avere una reale incidenza sul taglio delle emissioni, che oggi si ferma infatti a una riduzione di meno dello 0,5% sia per quanto riguarda il particolato che gli ossidi di azoto: su questa estensione però abbiamo ricevuto risposta negativa da parte della Giunta. Un po’ pochino, per la Regione con l’aria più inquinata d’Italia
Attendiamo di sapere quali saranno gli esiti della "Struttura speciale" istituita nel mese di agosto, che sta lavorando "senza oneri aggiuntivi" a queste miracolose misure compensative. Si porrà poi un altro problema, ovvero con che risorse attuarle, visto che il Ministro Pichetto Fratin con la Finanziaria 2026 ha tagliato del 75% il fondo per migliorare la qualità dell’aria in Pianura padana, la zona più inquinata d’Europa secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA). Le risorse del Fondo per il finanziamento di specifiche strategie di intervento volte al miglioramento della qualità dell’aria passeranno così da 320 milioni di euro a soli 80 milioni nel triennio 2026-2028. Come pensano di far fronte Cirio e Marnati a quest’ennesimo sgambetto da parte del Governo Meloni al Piemonte e ai suoi cittadini, la cui salute è messa a rischio dall’aria che respirano?
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