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04 Marzo 2026 - 07:57
La scuola si conferma sempre più al centro del progetto amministrativo di San Michele Mondovì. Dopo il sondaggio avviato nelle scorse settimane per valutare l’attivazione del servizio di doposcuola per l’anno scolastico 2026/2027, è arrivato un primo dato che fa ben sperare: oltre 40 bambini risultano interessati ad aderire.
Un numero significativo, che rappresenta circa la metà degli iscritti alla primaria e alla secondaria di primo grado, escludendo naturalmente gli studenti dell’ultimo anno della secondaria che il prossimo anno non saranno più presenti nel plesso.
A seguire da vicino l’iniziativa è il consigliere Alessandra Rosso, che esprime soddisfazione per la risposta ottenuta: «Siamo molto contenti del numero e dell’interesse dimostrato dalle famiglie. È un segnale importante, che ci dice quanto questo servizio sia sentito e atteso».
Conclusa la fase esplorativa, l’Amministrazione è ora entrata in quella più concreta delle valutazioni. «Stiamo iniziando ad analizzare i costi - spiega Rosso - perché l’intenzione è quella di provare davvero ad attivare questo prezioso servizio. Mercoledì incontreremo una prima cooperativa per sondare il terreno e capire modalità organizzative e sostenibilità economica».
Il doposcuola, qualora attivato, si svolgerebbe all’interno dell’edificio scolastico e sarebbe un servizio a pagamento, come avviene già in diversi comuni limitrofi. Tuttavia, l’obiettivo è quello di costruire una proposta il più possibile accessibile. «Faremo le valutazioni anche insieme alle famiglie - prosegue il consigliere - in base alle loro necessità, soprattutto per quanto riguarda l’impegno orario. Inoltre, la speranza è di intercettare qualche bando che possa contribuire ad abbattere i costi sia per l’ente sia per le famiglie».
Non si esclude, in prospettiva, un collegamento con il servizio mensa, in un’ottica di organizzazione più ampia e funzionale alle esigenze quotidiane dei genitori.
«È tutto in divenire - conclude - ma partiamo da un dato molto incoraggiante. L’interesse c’è, ed è forte. Adesso lavoreremo per trasformare questa richiesta in un servizio concreto, utile e sostenibile».
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