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04 Marzo 2026 - 06:59
Fu la titolare della Ceramica Besio per oltre 40 anni: ma pochi, persino a Mondovì, conoscono o ricordano il nome di Anna Massimino.
Lei era "la vedova Besio", e la fabbrica mantenne quel nome ("Vedova Besio e figlii"). Forse per la prima volta è stata celebrata e ricordata col suo nome di battesimo: grazie al Comune di Mondovì e all'Assessorato per le Pari Opportunità con l'assessora Francesca Bertazzoli, che ha candidato la figura al bando “L’Italia delle donne” di ANCI.
Ieri mattina il vicesindaco Gabriele Campora e l’assessora alle Pari opportunità Francesca Bertazzoli hanno preso parte, nella Sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri di Roma, alla cerimonia del concorso rivolto ai Comuni “L’Italia delle donne”, promosso dal Ministero della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità e da ANCI, in occasione dell’80°anniversario dell’esercizio del diritto di voto alle donne.
Nel corso della cerimonia, a cui ha preso parte anche la ministra Eugenia Roccella, sono state ricordate le figure femminili che si sono distinte nei territori per le categorie Lavoro e imprenditoria, Sport, Arti. Il Comune di Mondovì si è aggiudicato il premio nella categoria Lavoro e imprenditoria, candidando l’imprenditrice Anna Massimino.
Giuseppe Besio affittò nel 1841 un setificio dismesso in Piandellavalle, lungo la Via delle Concerie, e lo trasformò nella fabbrica di terraglia. Alla sua morte, nel 1884, la fabbrica fu ereditata dalla seconda moglie Anna Massimino e gestita come “Vedova Besio & Figlio”: fu lei a proseguire con maestria e successo la celebre attività produttiva.
Fra il 1925 ed il 1929 interviene, a sostegno dell'azienda, il banchiere Moise Ettore Levi che, in quell'anno, con la denominazione "Società anonima Successori Vedova Besio & Figlio - Ceramiche - Mondovì", affida la ditta al figlio Marco.
Donne dimenticate, appunto: che per storia, circostanze o contesto, hanno lasciato il segno nella propria comunità ma che non hanno ricevuto dalla Storia il merito che spetta loro.

ANCI ha chiesto agli Enti territoriali, Comuni, Province o Regioni, ma anche Biblioteche o Scuole, di presentare biografie di donne che si sono distinte nei campi del lavoro e dell’impresa (“Donne imprenditrici”), delle discipline sportive (“Donne dello Sport”) e delle arti creative (“Donne delle arti”), valorizzando l’identità dei territori e le memorie locali, a partire dall’XI secolo e fino al 2018.
«Essere stati scelti tra più di duecento candidature e risultare gli unici selezionati dell’intera regione Piemonte - il commento del sindaco Luca Robaldo e dell’assessora Bertazzoli - testimonia la validità della nostra proposta, che ha voluto celebrare una grande monregalese troppo a lungo dimenticata, effige di un tessuto imprenditoriale locale da sempre attivo e vivace. Dopo l’indiretto riconoscimento al suo operato, certificato dal nome aziendale “Vedova Besio e figli”, con oggi riusciamo finalmente ad onorare la sua figura e la sua vera identità a prescindere dal mero cammino lavorativo».
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