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La scuola risponde alle famiglie usando l’IA

Al “Cigna-Baruffi-Garelli” un “chatbot” pensato per genitori che non conoscono la lingua o studenti con DSA

chatbot davide bertolino

Il professor Davide Bertolini, "the Prof"

Può accadere ovunque: pensiamo a un genitore straniero che volesse un’informazione sulla Scuola di suo figlio o sua figlia, ma non sa come fare perché non conosce bene la lingua. Come fa a interfacciarsi con l’Istituto, o con la burocrazia («compilare il modulo X allegando il documento Y» eccetera eccetera), se ha difficoltà?

Al “Cigna-Baruffi-Garelli” hanno pensato a una soluzione: sul sito dell’Istituto è stato installato un chatbot che utilizza la IA, intelligenza artificiale, per l’interfaccia diretta scuola-famiglia.

Si chiama “School Chatbot AI” ed è un plugin WordPress sviluppato dal docente Davide Bertolino, che a scuola tutti chiamano “the Prof”. «Un progetto nato con un obiettivo preciso: rendere i siti scolastici accessibili a tutti, abbattendo barriere linguistiche e di accessibilità – ci spiega –. Il chatbot è in grado di riconoscere automaticamente la lingua in cui l’utente sta scrivendo e rispondere nella stessa lingua. Supporta undici lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, arabo, cinese, rumeno, ucraino e albanese: le lingue più parlate dalle comunità straniere presenti nelle Scuole italiane».

Ma non è semplicemente un “traduttore on line”: «Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per comprendere il contesto della domanda e fornire risposte naturali, come farebbe un assistente umano. Se un genitore cinese chiede dove trovare il modulo per la mensa, il chatbot non solo risponde in cinese, ma fornisce direttamente il link alla pagina giusta».

È gratuito (e dunque accessibile a tutti) e opensource. Si appoggia ai motori delle AI più famose, come GPT o Claude. E funziona 24 ore su 24, andando a supportare il lavoro della segreteria scolastica, che ha una sorta di “collega virtuale” che può rispondere a qualsiasi domanda, senza orari né code da rispettare.

C’è anche un altro campo in cui il chatbot funziona bene: quello degli studenti con difficoltà. Per esempio, un’interfaccia vocale per studenti ipovedenti: «È dotato di sintesi vocale per far leggere le risposte ad alta voce, input vocale per chi ha difficoltà a digitare, modalità ad alto contrasto per ipovedenti, e la possibilità di ingrandire i caratteri con un semplice click».

Oppure, studenti con DSA: «Uno studente dislessico può chiedere al chatbot dove trovare le circolari, ascoltare la risposta invece di leggerla, e navigare il sito con molta più facilità. E tutto questo senza costi aggiuntivi per la Scuola: le funzioni vocali usano le API native dei browser moderni – conclude Bertolino –. Ho voluto che fosse accessibile a tutti, anche economicamente. Le Sscuole pubbliche hanno budget limitati per l’innovazione digitale. Se un plugin può fare la differenza per l’inclusione senza gravare sulle casse dell’Istituto, ha senso che sia libero». Il plugin è scaricabile dal sito www.davidebertolino.it e include documentazione completa per l’installazione e la configurazione.

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