ultime notizie
05 Marzo 2026 - 13:48
È diventato l'animale-star dei social. Non esiste nulla, nel mondo zoologico, che sul web sia diventato più "virale" del capibara. La rete è letteralmente piena di foto, video, immagini animate e meme del roditore più grande del mondo.
E così accade che Zoom, il famosissimo bioparco piemontese che si trova a Cumiana, cintura di Torino, non è stato a guardare: e tra le novità 2026, oltre al nuovo habitat dedicato all'Australia, ha annunciato... proprio lui: il capibara.

Se negli ultimi tempi vi siete imbattuti - su TikTok, Instagram o YouTube - in immagini di un buffo animale dal volto tondo, sguardo sereno e un’aria di totale “non-me-ne-frega-nulla”, è assolutamente normale: eccolo, è il capibara.
Su Instagram ci sono pagine intere dedicate a lui - si veda Capybara Lovers, quasi 1 milione di followers - gruppi Facebook, pagine di Tiktok. In giro si trovano ogni sorta di gadget ispirati al capibara: magliette, portachiavi, zainetti, cover per cellulare (comode? Niente affatto... ma, a quanto pare, irresistibili).

Zoologicamente, il capibara ("capivara" in brasiliano) è un grosso roditore tipico del Sudamerica. È un mammifero semiacquatico che si trova in Brasile, Venezuela, Argentina e in molti altri stati sudamericani, vive prevalentemente in habitat boschivi e umidi vicino a specchi d'acqua, come laghi, fiumi, paludi, stagni e zone umide.
![]()
È un ottimo nuotatore ed è un animale considerato docile. Zoologicamente è imparentato con roditori come i porcellini d'India e le cavie delle rocce oppure... la nutria.
E in effetti, è proprio così che appare: "una grossa nutria", di dimensioni che possono arrivare (negli adulti) dai 100 ai 130 cm di lunghezza e un peso medio di 35–66 kg.
Ma allora... che cos'ha di tanto affascinante? E perché è diventato "l'animale più cool del web"?
Per capirlo, bisogna innanzitutto tenere conto del funzionamento dei social network, soprattutto Instagram e Tiktok: che promuovono contenuti simpatici, divertenti, spensierati. Video brevi, o immagini con qualche musichetta, che devono generare engagement immediato, senza troppi livelli di fruizione o di interpretazione.
Questa è la ragione, casomai servisse ribadirlo, per cui "i video dei gattini" (o le fotogallery) sono sempre stati un must per i social: perché generano emozione immediata, "facile", senza bisogno di aggiungere quasi nulla. Solo che ora... i capibara hanno quasi spodestato i felini dal trono.
Nel caso dei capibara, però, la motivazione è per certi versi l'opposta. Il capibara non genera tenerezza con un atteggiamento buffo, "tenero" o altro: il capibara non fa nulla.
Il suo "successo" pare stia nell'aspetto del suo muso: con gli occhi che appaiono quasi socchiusi e la forma della bocca che, agli occhi umani, sembra conferirgli un'espressione di impassibilità.

Un animale calmo, sornione, "sciallo" (= "tranquillo"): il capibara non scatta, non corre, non fa acrobazie. Sta lì, spesso immerso nell’acqua o sdraiato come se non avesse un pensiero al mondo. In un’era di ansia digitale, questa calma contagiosa ha fatto il botto: guardare un capibara è come guardare l'immagine vivente del relax. Anzi: il capibara stesso è diventato un'icona dell'atteggiamento rilassato e distaccato.

Ovviamente, questa... non è la natura: ma solo "l'interpretazione" che il web ha dato del capibara. Quanti hanno visto, in questi anni, l'immagine del piccolo marsupiale australiano quokka (un altro fra gli animali-meme per eccellenza) e lo hanno interpretato come "sorridente"? Come un animale che ispira allegria?

Chiaramente, il quokka non "sorride", né potrebbe farlo: ma la forma della sua bocca ci ricorda davvero quella di un sorriso - e la viralità dei social ha fatto il resto.
Per il capibara è andata circa allo stesso modo: tutto è decollato quando su TikTok hanno cominciato a circolare video (pare che il primo sia stato realizzato da un content creator russo) con immagini di capibara "conditi" con le classiche musichette, martellanti e ripetitive, tipiche di quella piattaforma. Nessuna spiegazione: solo 1 minuto di intrattenimento. Ed è stato il botto.
I social vanno così: l'algoritmo fa tutto. Una volta che il trend ha preso piede, l’effetto si è amplificato da sé. I capibara sono diventati protagonisti di meme, quiz, merchandise assortito, poster e pagine dedicate. In Giappone, dove già da anni i capibara erano popolari grazie a personaggi animati come Kapibarasan e a clip di animali in onsen (bagni termali), la mania ha un precedente consolidato, che il web ha globalizzato in modo esponenziale.
I video in cui il capibara convive pacificamente con altre specie (anatre, gatti, conigli e perfino rettili) sono diventati dei must nel segno della "convivenza pacifica tra le specie".
Il capibara è diventato il simbolo animale di «un atteggiamento “chill” (calmo, distaccato) alla portata di tutti».
Ed è così che il bioparco torinese, che da sempre promuove un concetto di divulgazione zoologica, ha annunciato nel 2026 l'arrivo del roditore fra gli animali dei propri habitat.
Edicola digitale
I più letti
Versione web de L'"Unione Monregalese", settimanale cattolico di informazione, notizie ed opinioni di Mondovì. Iscr. n°8 Reg. Canc. Trib. di Mondovì del 05-04-1951.
Direttore Responsabile Corrado Avagnina.
Edito da CEM - Cooperativa Editrice Monregalese Piazza S. Maria Maggiore, 6 - 12084 Mondovì - Tel. 0174 552900 - P.Iva: 01654260049
Registro delle Imprese di Cuneo n. 01654260049
Albo Società Cooperative n. A118893
Capitale Sociale € 25.768,00 i.v.
L’Unione Monregalese percepisce i contributi pubblici all’editoria. Tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Amministrazione trasparente: pubblicazione dei contributi pubblici, importo lordo contributo editoria anno 2022 euro 363.048,48 come da decreto della Presidenza Consiglio Ministri del 5.12.23
Oltre a quanto evidenziato in Nota Integrativa si evidenzia che gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla società sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di stato di cui all'art. 52 della L. 234/2012 a cui si rinvia e consultabile a questo link