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05 Marzo 2026 - 16:02
L'Aic, l'Associazione italiana coltivatori, sezione di Fossano, interviene sulla situazione di crisi che riguarda gli allevamenti da latte, con il testo invitato alla nostra redazione, che pubblichiamo di seguito.
"Il settore lattiero-caseario sta attraversando una delle fasi più drammatiche degli ultimi decenni. Gli allevamenti da latte, pilastro dell'economia agricola del nostro territorio, sono oggi messi in ginocchio da una crisi senza precedenti che rischia di cancellare centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro.
L'aumento incontrollato dei costi di produzione — energia, mangimi, carburanti, materie prime — non è più sostenibile. A fronte di spese in costante crescita, il prezzo riconosciuto agli allevatori per il latte alla stalla resta insufficiente a coprire i costi reali di produzione. Una situazione che sta erodendo la liquidità, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende e compromettendo il futuro di un intero comparto.
Molti allevatori lavorano oggi in perdita. Le stalle chiudono, i giovani rinunciano a investire e intere aree rurali rischiano lo spopolamento. Se non si interviene con urgenza, il danno sarà irreversibile, con gravi ripercussioni economiche, sociali e ambientali.
Pur comprendendo che l'origine di questa situazione non sia esclusivamente imputabile alla politica, non possiamo non constatare come, ad oggi, non siano state messe in campo misure efficaci e tempestive per rimediare alla crisi. Il settore attende risposte concrete, non annunci.
Chiediamo con forza: Un adeguamento immediato del prezzo del latte ai reali costi di produzione, interventi straordinari di sostegno alla liquidità delle aziende, misure concrete per contrastare le speculazioni lungo la filiera, maggiore tutela e valorizzazione del latte italiano.
Non è più il tempo delle parole. Servono azioni rapide e strutturali per salvare gli allevamenti da latte e garantire un futuro al settore lattiero-caseario.
Difendere le nostre stalle significa difendere il territorio, l'occupazione, la qualità e la sicurezza alimentare del Paese. È un grido d'allarme che non può restare inascoltato".
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