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09 Marzo 2026 - 12:30
La Società Roccafortese di Mutuo Soccorso è a rischio? Il 21 marzo alle ore 16 è convocata un'assemblea pubblica, a cui è invitata tutta la cittadinanza. Si parlerà del futuro della società, delle sue attività, del suo ruolo sociale nei complessi tempi che stiamo vivendo. Si parlerà, però, anche di un argomento molto concreto: ovvero il pesante debito da 30.000 euro che grava sull'Associazione e di cui il direttivo che le ha dato nuovo impulso nel 2022 si sta facendo carico con un piano di rientro. Le condizioni, però, sono mutate e proseguire al medesimo ritmo non è sostenibile. Ecco quindi le ragioni dell'Appello che rivolge Francesco Vivalda, presidente del sodalizio
«Ad oggi, 9 marzo, sono passati 3 anni, 4 mesi e 23 giorni da quando, quella che era nata come Società Operaia a Roccaforte Mondovì sulla scia di un movimento esteso e sempre più compatto in Italia avviato nel 1848, un gruppo di quasi 150 cittadine e cittadini aveva creduto che si potesse nuovamente rimettere in piedi questo sodalizio – scrive il presidente –. Sodalizio è precisamente il termine che sempre ha contraddistinto questo tipo di entità, nate sull’onda di un movimento operaio che, tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, aveva maturato la consapevolezza di una caratteristica sempre vera della storia umana: essere insieme nell’affrontare i drammi dell’esistenza è forse l’unico e più potente strumento in nostro possesso. Tanto oggi quanto 150 anni fa, che risposta possiamo dare, come singoli, ad un mondo che ci scarica addosso notizie e problemi sempre più grandi? Costo della vita che sale, problemi strutturali sempre più evidenti nella sanità pubblica, conflitti sociali e bellici tutto intorno a noi, prospettive sempre meno rosee per le generazioni più giovani e segnali ambientali critici: cosa possiamo fare, come persone singole, se non perdere la speranza, lamentarci, o far finta di niente?
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Ecco, se oggi la risposta è incerta e titubante, proprio perché, in qualche modo, ognuno pensa solo a sé, più di un secolo fa, quando i problemi quotidiani delle persone erano possibilmente ancora più gravosi, la risposta più immediata e diretta era: “Riuniamoci!”. Perché sentirsi parte di un gruppo ha una potenza radicale, che va aldilà del successo personale per il quale oggi tanto ci sforziamo, va oltre la stipula di una polizza sanitaria individuale, va oltre l’accantonare con fatica qualche risorsa per il futuro incerto dei figli e va oltre l’indignazione che possiamo esprimere sui social per tal o tal altro argomento. Essere in gruppo ha sempre significato unire le forze per fare l’interesse di molti, poter essere di supporto a chi rimane indietro, avere una voce più forte per contrattare condizioni di vita migliori, investire su un futuro con una speranza in più. Non abbiamo altro a disposizione.
Sembrerà un paradosso, ma mai come oggi abbiamo bisogno di un pensiero più politico. Questo termine non va scambiato con la polarizzazione che la politica nazionale ci propone, perché il pensiero davvero politico è quello che muove le persone ad agire, invece che rifugiarsi nelle risposte semplici, è quello che ci fa fare le domande giuste, ci interroga su come stiamo agendo noi e su cosa vogliamo fare per consegnare ai nostri figli un futuro decente. Credo profondamente che, ai nostri livelli, non abbiamo bisogno di slogan come “Rimandiamoli a casa loro!”, ma nemmeno “Accogliamoli tutti”, non abbiamo bisogno di etichette di destra o di sinistra. C’è davvero bisogno di ritrovare gli spazi per pensare e discutere per capire cosa, realmente, possiamo fare per il nostro territorio, senza illusioni. In questi anni, in Società abbiamo provato a fare letteralmente questo: aprire gli spazi a chiunque volesse entrare, per provare a fare proposte e attività insieme, senza barriere e senza limiti, perché la Società è la traduzione esatta di un pensiero di gruppo. Organizzare visite mediche in collaborazione con le strutture ospedaliere pubbliche, serate di informazione sanitaria, cene condivise e corsi proposti da socie e soci, costruire una rete con le altre Società della provincia di Cuneo per condividere esperienze e pensieri, non è né di destra né di sinistra. È un investimento sul benessere della nostra comunità. Quasi 3 anni e mezzo fa restituivamo alla cittadinanza un bene comune, aprendo i tesseramenti e rinnovando le vesti giuridiche dell’ente, investendo affinché potesse essere di nuovo una realtà capace di agire nel mondo contemporaneo di bandi, istituzioni e grandi sfide. In queste settimane, però, siamo giunti ad un punto cruciale della sopravvivenza della nostra Società, ed è giunto il momento di giocare a carte scoperte. Ereditavamo, al nostro ingresso nel 2022, un debito di quasi 30.000 €, che negli anni, grazie anche al supporto dell’Amministrazione comunale, abbiamo cercato di ripianare con tutte nostre forze, in un percorso svolto con rigore di trasparenza e massima apertura alla partecipazione.
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Oggi il nostro impegno non è più sufficiente, perché le condizioni del nostro ente creditore sono cambiate e non ci permettono più di sostenere questo fardello. Per questo ci rimettiamo alla cittadinanza e al mondo dell'associazionismo del territorio, lanciando un rinnovato appello al pensiero condiviso. Invitiamo chiunque abbia a cuore gli spazi della Società, chiunque riconosca nella sua storia un patrimonio inestimabile per un paese come Roccaforte, chiunque creda che la forza di un gruppo stia nella varietà che lo compone, a ritrovarsi per discutere del suo futuro, sabato 21 marzo, alle ore 16, proprio nella sala al primo piano, in Piazza della Repubblica 8, dove questa storia è cominciata.
Aldilà degli schieramenti che negli anni hanno sempre segnato la vita di paese, dei pregiudizi e delle voci critiche, scrivo queste righe a cuore aperto per ricordare, ancora una volta, che la Società è di tutte e tutti e che, se vogliamo abbandonare per un istante la critica distruttiva e nociva e sforzarci di pensare a questo luogo come uno spazio dove investire per Noi e per un territorio migliore, questo è il momento per farlo. Non ci sono barriere».
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Oltre a quanto evidenziato in Nota Integrativa si evidenzia che gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla società sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di stato di cui all'art. 52 della L. 234/2012 a cui si rinvia e consultabile a questo link