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Il futuro della scuola accende il dibattito: sala gremita e confronto serrato con i cittadini

Polo scolastico a Peveragno: nuovo plesso scelto per sicurezza, efficienza energetica e spazi in via Vigne, ma cittadini e opposizione discutono finanziamenti, tempi e impatto sociale dello spostamento.

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Nel tondo il sindaco Paolo Renaudi, nell'immagine il rendering del nuovo polo, nell'ultima versione del progetto

Nonostante toni inizialmente accesi, è proseguito con un dibattito vivace ma ordinato e pacato l’appuntamento dedicato al Polo scolastico: l’assemblea è stata partecipatissima, con il Centro “A la sousta” gremito di peveragnesi, intervenuti per ascoltare le ragioni del sindaco Paolo Renaudi, insieme all’ingegner Sandro Tarditi nel ruolo di “voce tecnica”, in grado di entrare nel merito degli interventi prospettati e delle possibilità in campo. Renaudi ha infatti fin da subito rivendicato il carattere della scelta operata, mettendo in campo nella relazione tutti i dati a disposizione, sulla base dei quali è stato affrontato il tema scuole. Si tratta del progetto più ambizioso in questo momento in discussione nell'attualità di un paese chiamato, tra poche settimane, alle urne per le amministrative. 

«Il problema nasce nel 2017, quando emergono le problematiche strutturali che ci costringono a chiudere le palestre. In quell’occasione facciamo un’analisi complessiva dello stato delle scuole di Peveragno e risulta che nessuna risponde alle normative antisismiche: non il plesso della Primaria e Secondaria del concentrico, la Scuola dell’infanzia e la scuola di San Lorenzo». Ristrutturare si può, a costi più contenuti del nuovo (circa 8 milioni a fronte di 11), ma al prezzo di una scuola rientrante nei parametri richiesti dalla legge, ma solo al minimo, il 60%. Gli edifici, inoltre, risulterebbero comunque in parte vecchi, con una metratura ridotta, il consumo energetico di sempre e mantenendo la complessa viabilità di sempre. «Per questi motivi – ha chiarito Renaudi – abbiamo scelto la strada di un edificio completamente nuovo, più spazioso, fuori dal concentrico di Peveragno dove sarà possibile garantire ampi spazi per i parcheggi e aree verdi per il benessere dei ragazzi. Inoltre, abbiamo voluto evitare a tutti i costi la necessità di mettere i ragazzi per un triennio in dei container. Non va sottovalutato, infine, il vantaggio che in questo modo si costruirebbero edifici moderni, che abbatterebbero decisamente i costi dei consumi, vicino allo zero.

Si passerebbe da circa 100.000 euro a 10.000 euro l’anno di utenze con maggiore sostenibilità». Renaudi ha inoltre illustrato le possibilità di finanziamento: «Le possibilità di realizzare questo progetto vanno da 3 a 6 anni a seconda della posizione che otterremo in questa graduatoria regionale. Se saremo finanziati dal 90% è la situazione ottimale, con il Conto termico ricaveremo il milione che resta fuori dagli 11 complessivi necessari. Se il finanziamento sarà inferiore, dell’80% valuteremo un mutuo di 600.000 euro. Infine, se dovessimo ricevere ancora meno soldi si valuterebbe di procedere a lotti o di rinunciare alla palestra per il momento e continuare a servirci del Centro Sportivo del Miclet».

Renaudi ha inoltre chiarito le motivazioni della scelta dell’area del nuovo Polo scolastico. «Peveragno ha tre fronti di sviluppo – ha chiarito – verso Montefallonio, verso Madonna dei Boschi, verso via Bisalta-Eretta-Pontetto. In via Madonna dei Boschi non c’è sufficiente spazio, abbiamo provato a vedere nell’area privata vicino al distributore ma ci sono solo 11.000 metri quadrati liberi e ne servivano 14.000. Altre aree sono state attenzionate, ma alla fine si è scelto via Vigne a causa di una serie di fattori negativi, difficoltà di accesso ed è all’interno di una zona residenziale già edificata. In via Vigne i terreni costano meno, c’è lo spazio sufficiente e c’è la possibilità di espandere a sufficienza». I prossimi passaggi prevedono la fine della progettazione e la partecipazione al bando regionale. Sono già stati fatti i test necessari sul terreno e gli studi. «Rivendico anche la scelta di non avvalerci del Pnrr. Sono fondi che poi lo Stato dovrà restituire. Da un punto di vista finanziario è un macello: molti di coloro che hanno fatto grandi investimenti in questo momento sta soffrendo». Nel dibattito conclusivo hanno preso la parola, per vari chiarimenti, cittadini con diverse domande e non sono mancati interventi delle componenti politiche dell’Amministrazione. Sono intervenuti a turno i consiglieri comunali di "SiAmo Peveragno", Adriano Renaudi, Pierangelo Mattalia, Riccardo Cisnetti e l’ex consigliere Daniele Piacenza. Critico anche Enzo Tassone, ex consigliere comunale e tra i possibili candidati alle prossime elezioni. «Noi non siamo favorevoli alla scelta fatta dal gruppo di maggioranza – ha detto Adriano Renaudi –. La relazione è stata precisa, le cifre e le stime attendibili: riteniamo però che non sia stato valutato a sufficienza l’impatto sociale del plesso scolastico spostato fuori dal concentrico del paese, che perderebbe la ricaduta delle scuole». «Concordo sul peso sociale dello spostamento delle scuole dal paese – il commento di Tassone – inoltre, quale garanzia c'è di questi finanziamenti? Sarà possibile completare l'intero plesso sicuramente? Se prendessimo meno denaro?» Mattalia ha lamentato la tardiva convocazione della riunione: «Questo incontro andava fatto cinque anni fa – il suo esordio, rimarcando il denaro speso solo per il preliminare del progetto – cosa è stato previsto per le scuole vecchie? Se saranno abbattute ci vuole una progettazione per il post. Come sarà utilizzata quell’area?». In ultimo Mattalia ha rimarcato la differenza tra il progetto di fattibilità, con i tre edifici, il progetto finale. «In Consiglio comunale non è mai stato mostrato, ci troviamo un'idea completamente diversa». «A livello di costi non cambia nulla, è cambiata la forma degli edifici. Entrando nel concreto i progettisti hanno dovuto fare delle modifiche, ma nella sostanza non ci sono variazioni significative» la replica del primo cittadino. Altri quesiti sono arrivati dai cittadini, con richieste di chiarimenti circa l'iter e le modalità di realizzazione del progetto, ma anche su cosa accadrebbe in caso di cambio di indirizzo, dal momento che sono già stati acquistati i terreni. 

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