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A 30 anni dalla Maturità, la 5B '96 torna nella "sua" scuola: «Per vederla prima che venga abbattuta»

Visita amarcord nel "Baruffi" per i geometri

Trent'anni dopo la Maturità la 5B torna nella scuola: «Per vederla prima che venga abbattuta»

«Che emozione!». E poi: «Ti ricordi quella volta che...». E ancora: «In questa scuola, qualcuno di noi ha anche trovato la sua dolce metà». A 30 anni dalla maturità, un gruppo di alunni della classe 5B Geometri di Mondovì 1996 è tornata qui, nei corridoi della scuola dove si sono diplomati.

Amarcord, nostalgia, ricordi. Una storia fra le tante, nel giorno in cui la Provincia di Cuneo e il Comune di Mondovì hanno avuto l'idea di organizzare visite guidate nell'Istituto "Baruffi" che sta per essere demolito.

L'attenzione è tutta per le aule, i corridoi, gli spazi in cui gli studenti vivevano i momenti tra una lezione e l'altra. Gli armadi con la collezione scientifica e naturalistica - gli animali imbalsamati e i barattoli di formaldeide, cose che oggi appaiono davvero di un'altra epoca.

C'è chi sorride, chi tira fuori un aneddoto, chi ricorda il professore o la professoressa più temuta. E chi fa una battuta sul proprio rendimento scolastico: «Ero così tanto affezionato a questa scuola... che ho deciso di fermarmi un anno in più!» scherza un "ripetente".

Ci sono diversi gruppi di classi dei geometri. La 5B diplomata nel 1994, quella nel 1996 a trent'anni tondi dalla data della Maturità. La maggior parte mostrano una nostalgia leggera, positiva: «Chi ha frequentato questo istituto se lo ricorda con di affetto - ci dice uno di loro -, noi siamo "quelli del Baruffi", anzi i "Baruffini"... lo si resta un po' per sempre». C'è chi racconta che tutta la propria famiglia ha attraversato quelle aule: «E ancora adesso, quando ci troviamo a fare le "cene di classe", passiamo qua davanti».

Fra qualche settimana, il "qua davanti" non esisterà più: la scuola viene demolita. Che effetto fa? C'è chi ammette: «Già ai nostri tempi questa scuola, anche se quasi nuova (è stata eretta nel 1967, ndr) appariva scomoda  e piena di quelle che oggi si chiamano "barriere architettoniche": scale, gradini, corridoi stretti. Chi fa il geometra conosce le norme anti-sismiche: non stupisce che non sia più in regola».

Altri invece la pensano diametralmente all'opposto: «Una pessima decisione. Questa scuola è perfettamente integrata nel paesaggio e andava lasciata». Ma il dado ormai è tratto, lo è da tempo. Fra qualche settimana, tutti gli studenti traslocheranno da via Tortora (sede attuale) nella nuova sede che si sta costruendo in via Polveriera.

«Una legge del 2017 ha imposto a tutte le Amministrazioni una serie di verifiche sismiche sulle strutture pubbliche, Scuole comprese - ha spiegato il sindaco di Mondovì e presidente della Provincia, Luca Robaldo -. Gli interventi sul "Baruffi" non sono mai mancati, ma le risorse della Provincia sono sempre meno».  Il consigliere provinciale Pietro Danna: «Dal punto di vista sismico, questa struttura aveva parametri negativi. Abbiamo presentato un progetto al PNRR e abbiamo vinto il bando, ottenendo quasi 10 milioni di euro, che poi sono diventati 12 grazie a un finanziamento per la riqualificazione energetica».

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