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Tra luci e silenzi: Savona si accende nella notte della Passione

Un viaggio secolare tra fede, arte e tradizione che trasforma il cuore della città in un teatro di spiritualità e memoria

Tra luci e silenzi: Savona si accende nella notte della Passione

Le imponenti casse lignee della Passione sfilano tra le vie di Savona, illuminate da torce e accompagnate da canti e rintocchi solenni.

La tradizionale processione notturna del Venerdì Santo a Savona si svolgerà il 3 aprile: è un evento che unisce fede e religiosità popolare, allestito ogni due anni. È organizzato dal Priorato Generale, formato dalle sei confraternite del centro cittadino (N.S. di Castello, Cristo Risorto, Santi Agostino e Monica, Santi Pietro e Caterina, SS. Trinità, Santi Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla), proprietarie dei quindici gruppi lignei che rappresentano la Passione e morte di Gesù.

Le radici medievali di una tradizione viva

Le confraternite nacquero alla fine del Duecento sull’antica rocca del Priamàr e i loro oratori sorsero accanto all’antica Cattedrale di Savona, distrutta insieme agli stessi oratori nel 1543 dai genovesi. Esse si svilupparono a seguito dell’attività predicatrice dei Padri francescani e si dedicarono alla pratica della “disciplina” (la pubblica flagellazione per penitenza), nonché a opere di assistenza e carità.

La pratica religiosa raggiunse presto, nel Venerdì Santo, il momento più sentito e partecipato. La Passione e morte di Gesù veniva celebrata per le vie della città antica — allora situata sul promontorio del Priamàr — con flagellazioni accompagnate da laudi e rappresentazioni sceniche tratte dalle letture. Si trattava di una processione “privata”, organizzata dalle confraternite secondo modalità variabili.

In processione si portavano il Crocifisso e la reliquia della Santa Croce; talvolta gli stessi confratelli rappresentavano drammaticamente la Passione del Redentore. A partire dal Seicento, dopo il Concilio di Trento, i gruppi lignei sostituirono le rappresentazioni, ritenute non decorose, e si cercò di regolare i rapporti tra le confraternite.

Bisogna arrivare al 1810, quando il vescovo monsignor Maggioli emanò il regolamento della processione, dando vita all’evento così come lo conosciamo oggi.

Capolavori in cammino tra arte e devozione

Le casse processionali, veri e propri capolavori in legno, sono state scolpite da artisti di rilievo come Maragliano, Martinengo, Murialdo, Brilla e Cuneo. Il loro lento incedere per le vie di Savona è accompagnato dai rintocchi della Campanassa, la campana della torre del Brandale — unica autorizzata a suonare nonostante il silenzio liturgico — oltre che da cori e bande.

La processione si apre con i tamburini listati a lutto e i torcioni portati da confratelli in cappa bianca con nastri gialli. Seguono gli incappucciati, memoria degli antichi flagellanti, e la Croce di Passione, appartenente alla confraternita che guida il corteo.

Ogni anno una delle sei confraternite ha l’onore di organizzare la processione: quest’anno il turno spetta alla confraternita di San Domenico, sotto il titolo del Cristo Risorto.

Un rito corale che coinvolge tutta la città

Dopo le quindici casse lignee, portate ancora oggi a spalla, sfilano i confratelli, il clero con il vescovo, i priori con al centro il Priore Generale e i turiboli che incensano l’Arca della Santa Croce, contenente un frammento della Croce del Calvario. Chiudono il corteo il sindaco e le autorità civili e militari.

La processione parte dal Duomo alle 20.30 e termina in piazza Sisto IV dopo le 23, quando dal balcone del palazzo comunale il vescovo impartisce la benedizione.

L’evento ha anche uno scopo benefico: i capi cassa raccolgono offerte devolute in beneficenza. Durante tutta la giornata del Venerdì Santo, gli oratori delle confraternite saranno aperti per permettere ai visitatori di ammirare da vicino le casse processionali.

Per informazioni: https://www.processionevenerdisantosavona.it/

In caso di pioggia la manifestazione non avrà luogo; sarà comunque possibile visitare le casse negli oratori. Nella chiesa di San Domenico, in via Mistrangelo, si terrà un momento di preghiera con letture alternate all’esecuzione dei mottetti Jesu, Saevo e Crucem Tuam, composti da autori savonesi alla fine dell’Ottocento ed eseguiti esclusivamente la sera del Venerdì Santo.


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