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I ragazzi lo hanno fatto davvero: una giornata di inclusione e divertimento che ispira l'intera comunità

Giochi, comunità e inclusione: la 5ª B "Rondine" lancia un progetto pilota per rivitalizzare i borghi con attività per bambini e sport accessibili

I ragazzi lo hanno fatto davvero: una giornata di inclusione e divertimento che ispira l'intera comunità

Un pomeriggio di gioco, inclusività, affetto per la comunità: nonostante previsioni inizialmente inclementi, il meteo ha consentito e anzi favorito lo svolgimento della giornata organizzata dalle ragazze della 5ª B "Rondine" del Liceo Vasco Beccaria Govone. Nel pomeriggio di ieri, sabato 21 marzo, è andato in scena il "Funday" organizzato per i bambini e ragazzi del paese. Una giornata a cui hanno partecipato attivamente anche le associazioni del paese, tra cui Pro loco e Custodi dei Castagneti, con banchetti e attività. L'appuntamento si è aperto con il saluto del sindaco di Torre, Andrea Giaccone, insieme al presidente dell'Associazione Stella Polare, che ha partecipato all'evento con dimostrazioni di attività sportive inclusive, bocce e basket. La realtà ha sede a Caselle, da sempre promuove una cultura dell'inclusione e dell'attenzione alla disabilità a 360 gradi, con attenzione anche agli aspetti meno conosciuti o divulgati. 

Il progetto è stato presentato in un appuntamento pubblico presso la confraternita di Torre, venerdì 13 marzo: nel corso dell'appuntamento le ragazze, seguite dalla tutor Emanuela Carletto, avevano presentato la ricerca condotta sui piccoli paesi del territorio, evidenziando l'amore delle fasce più giovani per i contesti dove sono cresciuti, ma anche la difficoltà di trovare spazi, attività o opportunità su misura per loro. Da qui l'idea di creare un "progetto pilota" che possa rivelarsi un inizio significativo e riproporsi come consuetudine anche negli anni a venire, dimostrando che, con un minimo sforzo, si può fare molto.

«Le ragazze della classe hanno voluto dedicare la loro attenzione al tema dello spopolamento dei piccoli borghi – spiega Emanuela Carletto – loro venivano quasi tutti da piccoli paesi e hanno preso a cuore questo tema, con l'intenzione di tenerli vivi. Nell'ambito della ricerca hanno intervistato anche altri ragazzi del liceo. L'esito di tutto è stata l'ideazione di questo progetto, che ha scelto Torre Mondovì perchè tra i piccoli Comuni della zona era stato l'unico a registrare un lieve incremento della popolazione. Da qui la voglia di dare un segnale, portando un messaggio di entusiasmo, con la voglia di creare entusiasmo nella comunità e tra i bambini. Hanno lavorato in collaborazione con le associazioni del paese e non. Le ragazze sono state accolte in maniera splendida. L'auspicio è che questo progetto passi di mano e prosegua anche nelle successive annualità, anche solo con una giornata di giochi. Partiamo dai giovani: sono i giovani che devono realizzare qualcosa per i giovani».

«Non siamo un mondo a parte, ma parte del mondo – spiega Andrea Bachis, presidente dell'Associazione "Stella Polare" – vogliamo dare visibilità al mondo della disabilità, sia per quanto riguarda lo sport (pratichiamo, tra le altre cose Sitting Volley, basket, bocce paralimpiche) sia per quanto riguarda l'autonomia e la quotidianità. Stiamo costruendo, con il cinque per mille  ela rete del dono, la prima casa ad autonomia per disabili. Un luogo che si adatterà a ogni tipo di disabilità, con tutte le caratteristiche per poterci vivere all'interno con meno barriere e ostacoli possibili. Stiamo lavorando e dovremmo finirla entro il prossimo anno. Potranno vivere all'interno autonomamente 4 persone. Diamo la possibilità di provare a vivere da soli: ci sarà una banca del tempo dove i volontari potranno depositare del tempo per dare loro una mano nelle attività che ancora presentano difficoltà, però ci siamo ingegnati e abbiamo adottato tutta una serie di soluzioni per la vita quotidiana. Un esempio: è stata realizzata una pentola con rubinetto collegato di carico e scarico. In questo modo possono scolare pasta senza dover toccare pentola e fuoco. Piccoli accorgimenti, ma per un disabile sono fondamentali. Cerchiamo di dare loro la vita il più possibile autonoma. Il nostro motto è che la porta resta sempre aperta, anche ad altre persone in difficoltà della quotidianità».

Tanti ragazzi hanno partecipato e hanno potuto divertirsi con un pomeriggio di giochi e passatempi all'insegna della spensieratezza.

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