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23 Marzo 2026 - 11:17
«Chiediamoci se non sia accanimento terapeutico, se Roccaforte si merita una Società oppure se stiamo cercando di tenere in vita un’esperienza finita». La risposta a questa domanda provocatoria, giunta da uno dei soci in platea, è la chiave centrale dell’incontro pubblico che si è tenuto sabato pomeriggio, presso la Società Roccafortese di Mutuo Soccorso, convocato dal presidente Francesco Vivalda insieme ai membri del direttivo, ovvero Katia Dho, Rosalba Dho, Giuliana Ghisolfi, Andrea Vivalda. Almeno dai soci presenti, la risposta è stata positiva: «Sì, il paese si merita un punto di ritrovo, un servizio che possa finalmente essere ancora più efficace ed effettivo». Il prestito sociale è la prima strada individuata, la più immediata, interpellando i soci dell’ente, poi si valuteranno altre strade, si è ventilata un’interlocuzione con il Comune di Roccaforte per chiedere se ci fosse interesse ad acquisire il capannone retrostante, che potrebbe diventare un’ottima sala polivalente.

Il tutto per sciogliere il nodo centrale, venuto al pettine negli scorsi giorni: la banca con cui la Società ha in essere un fido ha cambiato le condizioni: la quota annuale non è più sufficiente, serve un piano di rientro del debito che ammonta a circa 25.000 euro. Serve un segnale, un versamento immediato, o comunque quanto assegnato durante l’anno deve salire almeno a 5.000 euro. La pratica di credito scadrà il 27 aprile e da lì in avanti occorrerà applicare il piano di rientro. Cifre improponibili per una Società che attualmente può contare sulle tessere e sul contributo del Comune. Poco altro si è potuto fare, proprio per quel debito che grava come un peso morto sulle attività della società: impossibile accumulare fondi da investire in qualunque cosa, perché ogni introito viene assorbito per la restituzione del debito. Anche per questo il bar della Società non è stato riattivato dal nuovo direttivo presieduto da Francesco Vivalda, insediatosi nel 2023. Servirebbe un progetto di riqualificazione, interventi di messa a norma. I soldi però non ci sono. La società non ha quindi entrate fisse e gli unici ricavi effettuati durante manifestazioni sono andate nel sostegno delle attività e dell’immobile e nel ripianamento del debito. Nel corso dell’assemblea il presidente Vivalda, con i membri del direttivo, hanno ripercorso con chiarezza e trasparenza quanto realizzato fino a quel momento. Sono stati toccati anche altri nodi, come la scarsa partecipazione, almeno per quanto riguarda i residenti roccafortesi, che caratterizza molte serate e iniziative, che vedono spesso intervenire più gente da Comuni limitrofi. Tuttavia, a dispetto di tutte le difficoltà, i presenti hanno espresso convintamente l'indirizzo di provare a non arrendersi: il prestito sociale, se spalmato su tanti tesserati, potrebbe consentire un rilancio concreto senza gravare troppo sul bilancio dei singoli. Nelle prossime giornate il Consiglio d'Amministrazione definirà i termini di questa sottoscrizione, comunque uno strumento previsto dal regolamento nazionale delle Soms, con modalità ben specificate.
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