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Compriamo, consumiamo, gettiamo, sprechiamo: un gioco per capirlo

Progetto nelle Scuole con Caritas, “COOPeriamo al consumo consapevole, responsabile e solidale”

Compriamo, consumiamo, gettiamo, sprechiamo: un gioco per capirlo

Si è svolto martedì 10 marzo il secondo appuntamento programmato di prima mattina con il "Liceo Vasco-Beccaria-Govone" e poi con l’Istituto "Cigna" nell’ambito del Progetto della Caritas Diocesana “COOPeriamo al consumo consapevole, responsabile e solidale”.

Erano presenti agli incontri Giacomo Melino, che nell’introduzione al Liceo ha ricordato la partnership con il Comizio Agrario di Mondovì, unica istituzione di tale tipo ancora esistente e funzionante in Italia, il Direttore della Caritas Marco Fulcheri, il consigliere dell’Associazione Amici della Cittadella della Carità Gian Paolo Basso ed il relatore Luca Conti della Cooperativa Erica di Alba che, dopo aver brevemente ricordato la storia della Cooperativa, è subito passato a parlare della “carbon foot print”, cioè la quantità di emissione di CO2 che ogni attività umana produce, concorrendo all’effetto serra.

Ha proseguito introducendo il concetto di ciclo di vita di un prodotto ed evidenziando la differenza tra economia lineare e economia circolare; ha rimarcato che la natura non spreca nulla, ogni processo è circolare e anche noi dovremmo far sì che i nostri prodotti di rifiuto diventino in qualche modo una risorsa, recuperandoli per un altro processo produttivo, riducendo in questo modo l’impatto ambientale.

Le studentesse e gli studenti, divisi a gruppi, sono poi stati invitati, attraverso un gioco, a riflettere sul processo produttivo di uno smartphone, scegliendo le opzioni possibili nelle varie fasi dall’individuazione delle materie prime alla vendita, per poi verificare l’impatto economico ed ecologico delle decisioni prese (Life Cycle Assessment - LCA).

L’intervento di Conti è quindi proseguito ribadendo la quantità di spreco alimentare, che si produce, e facendo riflettere sull’impronta idrica, cioè la quantità di acqua dolce necessaria per produrre un bene e quindi quanta ne va sperperata con lo spreco del bene stesso. Ha posto l’attenzione sui RAEE (rifiuti di apparecchiature elettrici ed elettronici) e sul corretto smaltimento, perché altamente pericolosi, ma allo stesso preziosi per la possibilità di recuperare materie prime scarse.

Ha fatto riflettere sul concetto di obsolescenza programmata legata ad una politica industriale, che vuol favorire maggiori acquisti e sul fast fashion, l’induzione a comprare abiti a basso costo, ma di bassa qualità e durabilità, che aumentano l’inquinamento oltre allo sfruttamento di mano d’opera con salari da fame.

Nell’incontro al Cigna sono intervenuti anche la giovane Anna Basso, che ha illustrato il Servizio civile universale che sta facendo in Caritas, e Guido Viale, Presidente del Comizio agrario, che ha evidenziato come il Comizio ancora oggi, dopo 150 anni, continui nella missione di informare e di formare sulle buone pratiche agrarie e sulla consapevolezza alimentare.

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