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03 Aprile 2026 - 14:55
Rincari delle materie prime in tempo di guerra? Quello che sta avvenendo per il conflitto in Iran ha... tanti precedenti. «Qui avveniva già ai tempi di Napoleone».
Il prof. Roberto Rossetti, storico locale che sta facendo una lunga serie di approfondimenti sul passato di Mondovì, ha scovato un aneddoto curioso, datato 1797: l'introduzione della tassa cittadina sul pane. «Una decisione dell'Amministrazione Civica - ci racconta Rossetti - per finanziare le truppe dell'esercito».
Cominciamo dal contesto storico: siamo nel 1797, un anno e un periodo cruciale per la storia di Mondovì. L'anno precedente, 1796, fu quello della storica "battaglia di Mondovì", la "Battaglia del Bricchetto".
L’esercito napoleonico, guidato da Jean Mathieu Philibert Sérurier, prese San Michele e fronteggiò l’esercito dei “dragoni” sabaudi al Bricchetto alle porte di Mondovì: i piemontesi si arresero il 21 aprile 1796.
L'esercito sabaudo, dopo la sconfitta a Mondovì, chiese ai francesi un armistizio: fu "l'armistizio di Cherasco", che mise fine alle ostilità tra la Repubblica Francese e il Regno di Sardegna. Col Trattato di Parigi, maggio 1796, si sancì il passaggio di Nizza e della Savoia dal Regno di Sardegna alla Francia.
Il regno dei Savoia restava formalmente una monarchia indipendente... ma era, di fatto, un "satellite" della Repubblica francese.
E allora, proprio come oggi, la popolazione era divisa. Da una parte c'erano i "realisti", i monarchici: le famiglie dei nobili, dei marchesi, dei conti, e al loro fianco quelle ecclesiastiche, insomma “l’ancien régime” che stava dalla parte dei Savoia, perché sapeva che il dominio francese significava la perdita di tutti i loro titoli.
E dall’altra dei veri e propri filo-giacobini, che arrivavano dalla popolazione civile, dalla borghesia, dai mercanti e dagli artigiani, a cui piaceva questa “novità” della libertà uguale per tutti.
Di questa divisione, fra le due fazioni monregalesi, il prof. Rossetti ci aveva già raccontato aneddori interessanti, per cui vi rimandiamo A QUESTO ARTICOLO:
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Sotto l'occupazione francese, Mondovì - come tutte le altre città - aveva il dovere formale di non opporsi al passaggio e agli stazionamenti delle truppe napoleoniche. Non solo: dovevano sovvenzionarne i passaggi.
Ed è qui che arrivò la decisione della Civica Amministrazione di Mondovì che, il 5 agosto 1797, introdusse la tassa sul pane. Una tassa... antipatica, come è evidente: perché colpiva chiunque.
La gabella veniva applicata ai forni, e poi si riversava su tutta la popolazione. Proprio come oggi chiunque viene toccato dagli aumenti dei costi delle materie prime.
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La tassa colpiva tutti i formati: il "pane longo bianco", le "miccone", il "pane bruno" e i "filoni". «È difficile capire esattamente cosa indicassero le cifre - racconta Rossetti -. La doppia "ff" indicava il "soldo", mentre i numeri seguenti presumibilmente stavano a indicare il rapporto del prezzo che aumentava: da 3 a 6, da 3 a 10 (per il "biscotto"), eccetera».
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