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08 Aprile 2026 - 05:19
Una stagione così non la si vedeva da un po’, sicuramente non negli ultimi anni. Tanta neve, abbondante, che ha ricoperto le montagne del monregalese, imbiancando tutte le stazioni sciistiche. In pianura si è vista pochino, ma in quota è scesa abbondante, con l’exploit degli oltre tre metri di neve sul Mondolè, poco prima delle vacanze di Natale. Un’abbondanza a cui non è corrisposta altrettanta fortuna altrove: scarsità in Trentino, Lombardia e Veneto, nell’anno delle Olimpiadi. Così migliaia di persone si sono precipitate nel cuneese per vedere la nevicata dei record, tanto da paralizzare la viabilità per almeno un weekend. Condizioni ideali, che hanno favorito anche una visibilità a livello nazionale per le stazioni sciistiche del monregalese, che hanno vissuto le vacanze ideali. Con le vacanze di Pasqua si arriva agli sgoccioli, gli ultimi impianti prevedono di chiudere intorno al 12 aprile.
«È stata sicuramente una stagione eccezionale – riporta Gian Luca Oliva, patron di Prato Nevoso spa –, abbiamo avuto fin da subito tanta neve naturale e siamo riusciti ad impostare una grande campagna di comunicazione, che ha avuto risalto nazionale, come zona con più neve in Europa. Anche questo ha fatto sì che abbiamo avuto numeri importanti e grandi risultati, soprattutto lungo la settimana. Sono stati qui tantissimi turisti italiani ma anche internazionali: è stato un successo che deve ridarci entusiasmo e, a mio avviso, va a ridimensionare il pessimismo relativo alla carenza di precipitazioni nevose e dell’innalzamento delle temperature. Quest’anno abbiamo avuto temperature perfettamente in linea con la media stagionale. Anche questo finale di stagione abbiamo la temperatura di un grado in quota e la neve tiene benissimo». Un impegno che, secondo Oliva, non deve venir meno anche da parte delle istituzioni. «La crescita di Prato Nevoso è stata costante in questi anni – prosegue Oliva –: lavoriamo e investiamo da molto tempo e il trend è sempre stato in crescita. Questa stagione ha segnato un’impennata importante e significativa. Tutto il Comprensorio del Mondolè in questa occasione è riuscito a lavorare unito dall’inizio alla fine della stagione, con grande guadagno di immagine per tutti. Calcoliamo che a livello di numeri siamo il secondo comprensorio in Piemonte dopo la via Lattea e per noi è un enorme motivo di orgoglio. Non dobbiamo però adagiarci sugli allori: questo deve costituire un motivo di stimolo per crescere ulteriormente e restare sul mercato ancora più competitivi. La concorrenza è agguerrita: dobbiamo competere con Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, regioni a statuto speciale. Il Piemonte fa già molto ed è al nostro fianco, ma serve crederci e investire sulle stazioni per essere ancora più competitivi a livello internazionale. Secondo me possiamo veramente costituire una risorsa per tutto il territorio piemontese».
Quali sono le cose che hanno funzionato meglio e cosa è da rivedere?
«I numeri crescono da anni e stanno emergendo problematiche come quelle dei parcheggi e dei posti auto che stiamo cercando di risolvere, in concerto con Comune e Regione. Invece è sempre molto apprezzato lo sci notturno, con un notevole incremento. Ci aspettiamo però di crescere ancora molto, con il completamento della 8 posti sulla Conca l’anno prossimo. Prato Nevoso in questa stagione ha avuto un bel riconoscimento sul piano internazionale e questa è la cosa che ci rende più soddisfatti».
Anche questa stagione Prato Nevoso ha puntato su un ricco calendario di eventi, anche di livello nazionale
«Noi puntiamo da anni anche sul ramo degli eventi perché riteniamo che di solo sci ormai sia impossibile vivere. Dobbiamo cercare di creare uno spazio dove le persone possano trovare divertimento e svago a 360 gradi, dallo sport all’intrattenimento, creare aggregazione e dinamicità. Cerchiamo di mescolare una serie di ingredienti per costruire un turismo vincente. Le piste e gli impianti sono un punto di partenza ma da soli non bastano. Serve anche un importante lavoro sulla destagionalizzazione: investiremo sull’estate per potenziarla ulteriormente, le premesse sono ottime perché sta gia funzionando bene, ma l’obiettivo è allungare il più possibile entrambe le stagioni. Per il 2026 sono in previsione una serie di attività legate allo sport: centri sportivi che spazieranno da tennis, padel, calcio, pallavolo Rugby alla Mountain bike, E-Bike e Cicloturismo. Anche qui, è in lavorazione un significativo calendario di eventi.
Per il futuro quali sono i piani della stazione?
«Prato Nevoso è in continua evoluzione: c’è un piano di sviluppo per i prossimi cinque anni che prevede una crescita sinergica a tutto tondo. Investiremo ulteriormente sull’innevamento artificiale, l’anno scorso prevediamo di completare la nuova seggiovia in Conca, a otto posti. Abbiamo in programma la realizzazione di un nuovo bacino artificiale. Inoltre, puntiamo a incrementare i posti letto e aumentare la ricettività alberghiera, che è il punto di partenza per crescere. Se i numeri cresceranno ancora possiamo pensare un domani di espandere anche l’area sciabile. Infine, c’è la volontà di rinnovare i servizi e risolvere alcuni problemi come i parcheggi e la viabilità, come ho detto, su questo siamo al lavoro con Comune e Regione.
«La stagione è andata molto bene, abbiamo registrato un record assoluto di presenze: mai così tanti in passato. Siamo nell’ordine del 50% in più rispetto all’anno scorso. La novità della seggiovia sulla Turra ci ha dato una spinta formidabile, ed ha creato notevole attrattività sulla zona della Turra. Altro fattore positivo il notevole aumento di afflusso dal lato della porta di Rastello, anche perché quest’anno abbiamo potuto avere la pista di rientro aperta per ben 58 giorni. Non abbiamo registrato particolare criticità, a parte le problematiche che si sono verificate sulla viabilità ma dovute anche all’abbondanza di precipitazioni nevose: elementi comunque circoscritti». «I nostri piani sono quelli di implementare sicuramente l’innevamento artificiale e proporre la pista funslope sulla Turra che ha avuto un notevole successo. Grazie anche alle copiose nevicate di quest’anno abbiamo avuto cinque piste permanenti, l’obiettivo è rifinire ulteriormente l’attrattività dell’area, consolidandola con l’innevamento artificiale per ottenere condizioni ottimali il più tempo possibile». «Per l’estate tornerà il bob estivo, che apriremo tutti i weekend di luglio ed agosto».
«Assolutamente un bilancio positivo – è il commento di Giulia Robaldo di Cardini Ski –: una stagione che non ci ricordavamo da diverso tempo. Oltre all’affluenza che è stata cospicua, con tanti turisti e proprietari di seconde case, l’aspetto positivo è stata la quantità di gente che ci “ha scoperto” in questa occasione, e che in futuro potrebbe tornare a Roburent. Le condizioni della neve sono sempre state molto buone, ed è stato possibile sempre sciare bene. Un altro aspetto importante è stato l’indotto: il noleggio sci, le attività ristorative, gli alberghi, insomma tutta la filiera turistica ha lavorato e funzionato molto bene. Sicuramente una stagione così, dopo anni difficili, regala entusiasmo sotto molti aspetti. Adesso ci prepariamo per la stagione estiva».
«Negli ultimi dieci anni non avevamo registrato una presenza così massiccia, sia in termini di clientela generalista sia di tour operator. Posso dirti che rispetto all’anno scorso, in cui abbiamo avuto pochissima neve, abbiamo avuto sostanzialmente il doppio e in generale c’è stato il 20% di presenze in più rispetto alle stagioni del passato. Abbiamo inoltre avuto la possibilità di lavorare praticamente sempre, con un’apertura di pochissimo inferiore rispetto a quella di Prato Nevoso e Artesina».
«L’apertura della seggiovia storica del Monte Moro dopo cinque anni ha rappresentato un fattore di grande attrattività, stimolando anche la curiosità. Poi sottolineo che abbiamo lavorato molto bene con i tour operator. Quest’anno non c’è stato davvero nulla di cui lamentarsi. Per le prossime stagioni il nostro obiettivo è lavorare sull’innevamento artificiale. Grazie ai fondi del bando regionale e con risorse nostre cercheremo di ottimizzarlo al meglio e vorremmo realizzare un nuovo bacino artificiale».
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