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Dal 15 aprile si possono bruciare le sterpaglie: finisce il divieto invernale

In montagna si può già dalla settimana scorsa. Regole, limiti e stop estivi da conoscere per evitare sanzioni

Dal 15 aprile si possono bruciare le sterpaglie; finisce il divieto invernale

Immagine generica, realizzata con l'intelligenza artificiale

Dal prossimo 15 aprile, in Piemonte torna consentita la pratica dell’abbruciamento di residui vegetali – come sterpaglie e potature – dopo il periodo di stop imposto dalle misure antismog regionali. Una possibilità attesa da agricoltori e cittadini, ma che resta disciplinata da precise limitazioni e da eventuali deroghe locali.

Fine del divieto stagionale

Secondo quanto previsto dalle disposizioni ufficiali della Regione Piemonte sulla qualità dell’aria, dal 15 settembre al 15 aprile vige il divieto generalizzato di bruciare all’aperto materiale vegetale su gran parte del territorio regionale .

Il blocco è legato alle condizioni atmosferiche invernali, che favoriscono l’accumulo di inquinanti. Terminato questo periodo, dal 15 aprile torna quindi possibile effettuare abbruciamenti, nel rispetto delle norme vigenti.

Quando si può bruciare

Nel periodo primaverile-estivo, l’abbruciamento è generalmente consentito ma con alcune condizioni:

  • deve avvenire nel luogo di produzione dei residui vegetali;
  • sono ammessi piccoli cumuli, con limiti quantitativi (indicativamente fino a 3 metri steri per ettaro al giorno);
  • è obbligatorio operare in condizioni di sicurezza, evitando vento o situazioni di rischio ;
  • resta sempre vietato bruciare nei periodi dichiarati di massima pericolosità per incendi boschivi .

Inoltre, è vietato accendere fuochi in prossimità di boschi, arbusteti o pascoli (almeno 50 metri, che diventano 100 in caso di rischio incendi elevato) .

Attenzione alle limitazioni estive

Nonostante la riapertura primaverile, la normativa prevede ulteriori stop:

  • divieto nei mesi di luglio e agosto, legato soprattutto al rischio incendi ;
  • possibili ulteriori restrizioni locali legate alla qualità dell’aria o a ordinanze comunali.

Di fatto, il periodo utile si concentra tra metà aprile e fine giugno, con una breve finestra anche a settembre prima del nuovo blocco autunnale.

Deroghe per comuni montani e casi specifici

La normativa regionale prevede alcune differenze e possibilità di deroga:

  • nei comuni montani, il periodo di divieto è più breve (generalmente dal 1° novembre al 31 marzo) ;
  • i sindaci possono introdurre deroghe temporanee, consentendo abbruciamenti anche durante i periodi vietati, per esigenze agricole o di gestione del territorio ;
  • tali deroghe sono normalmente limitate nel tempo e accompagnate da prescrizioni stringenti (quantità ridotte, divieto in caso di vento, obbligo di controllo del fuoco) .

Le deroghe vengono pubblicate tramite ordinanze comunali e valgono solo per specifici periodi e territori.

Obiettivo: meno inquinamento e più sicurezza

Le regole sugli abbruciamenti rientrano nelle politiche regionali per la riduzione delle polveri sottili e la prevenzione degli incendi. Per questo, anche nei periodi consentiti, Comuni e autorità possono sospendere o limitare le attività in presenza di condizioni ambientali sfavorevoli

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