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07 Aprile 2026 - 15:33
Immagine generica, realizzata con l'intelligenza artificiale
Dal prossimo 15 aprile, in Piemonte torna consentita la pratica dell’abbruciamento di residui vegetali – come sterpaglie e potature – dopo il periodo di stop imposto dalle misure antismog regionali. Una possibilità attesa da agricoltori e cittadini, ma che resta disciplinata da precise limitazioni e da eventuali deroghe locali.
Secondo quanto previsto dalle disposizioni ufficiali della Regione Piemonte sulla qualità dell’aria, dal 15 settembre al 15 aprile vige il divieto generalizzato di bruciare all’aperto materiale vegetale su gran parte del territorio regionale .
Il blocco è legato alle condizioni atmosferiche invernali, che favoriscono l’accumulo di inquinanti. Terminato questo periodo, dal 15 aprile torna quindi possibile effettuare abbruciamenti, nel rispetto delle norme vigenti.
Nel periodo primaverile-estivo, l’abbruciamento è generalmente consentito ma con alcune condizioni:
Inoltre, è vietato accendere fuochi in prossimità di boschi, arbusteti o pascoli (almeno 50 metri, che diventano 100 in caso di rischio incendi elevato) .
Nonostante la riapertura primaverile, la normativa prevede ulteriori stop:
Di fatto, il periodo utile si concentra tra metà aprile e fine giugno, con una breve finestra anche a settembre prima del nuovo blocco autunnale.
La normativa regionale prevede alcune differenze e possibilità di deroga:
Le deroghe vengono pubblicate tramite ordinanze comunali e valgono solo per specifici periodi e territori.
Le regole sugli abbruciamenti rientrano nelle politiche regionali per la riduzione delle polveri sottili e la prevenzione degli incendi. Per questo, anche nei periodi consentiti, Comuni e autorità possono sospendere o limitare le attività in presenza di condizioni ambientali sfavorevoli
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