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«Dobbiamo poter raccontare la verità»: George Clooney da Cuneo attacca Trump

«Che il tycoon dica "pongo fine ad una civiltà" è un crimine»

«Dobbiamo poter raccontare la verità»: George Clooney da Cuneo attacca Trump

«Che Trump si permetta di dire "pongo fine ad una civiltà" è un crimine». Lo dice George Clooney, dal palco dell'evento "Le voci del diritto". È questo il tema che quest'anno la Fondazione CRC ha scelto per i suoi "Dialoghi sul talento", il format di incontri promosso da Fondazione CRC per offrire alle giovani generazioni occasioni di confronto con personalità di rilievo internazionale.

Ospite d’eccezione di questa edizione, nella mattinata di oggi, mercoledì 8 aprile, è uno dei volti più famosi e amati di Hollywood: George Clooney, l’attore e regista Premio Oscar apprezzato per i suoi sforzi umanitari a livello mondiale e per i successi nell’industria dell’intrattenimento.

Clooney, co-fondatore della Clooney Foundation for Justice, ha incontrato migliaia di studenti delle scuole superiori della provincia di Cuneo. L’iniziativa è realizzata con la partecipazione di Clooney Foundation grazie al supporto di Collisioni.

Una giustizia che sia alla portata di tutti e che tutti siano consapevoli e possano far valere i propri diritti, in tutte le parti del mondo. Con un'attenzione particolare anche ai giornalisti ingiustamente accusati o detenuti solo per aver fatto il proprio lavoro. Lottiamo insieme per i diritti: è questo lo slogan della Fondazione.

Clooney ha salutato il pubblico in italiano e ricordato che era già stato a Cuneo in moto, anche perché vive nel sud della Francia. Sul palco si è sviluppato un dialogo sulla sua carriera, ricordi personali e il ruolo della Fondazione: «Spesso il tribunale è usato dai governi contro i giornalisti, noi lavoriamo perché ci siano delle cause giuste, in varie parti del globo. Mia moglie è avvocato e si impegna in prima persona. Partecipare al dialogo pubblico è molto importante per migliorare il mondo e non silenziare l'opinione degli altri. Dobbiamo far sì possa raccontare la verità, è questa la battaglia che conta».

Nel dialogo sul palco la star del cinema ha spaziato su vari argomenti, rispondendo alle domande dei ragazzi con un invito: «Ho tanta fede nelle prossime generazioni, noi abbiamo fatto tanti errori e voi potete migliorare e fare passi avanti per il futuro. E in questo nutro tanta speranza, c'è bisogno di nuove idee».

Sui diritti violati nel mondo del cinema ha ricordato come «Quando ero giovane i registi e i produttori non trattavano bene attori e attrici, per fortuna oggi non è più possibile». E sulle conseguenze delle sue opinioni sul suo lavoro: «Sono andato alle audizioni in bicicletta, non ho mai avuto paura di essere l'ultimo della fila, e per questo devi dire cosa provi e cosa pensi, senza paura»

Impossibile non parlare di attualità e di cosa succede oggi negli Stati Uniti: «Adesso in America siamo con le spalle al muro. Non è un grande momento per la nostra storia. Che qualcuno dica "pongo fine ad una civiltà" è un crimine. Al di là di essere conservatori o meno, ci deve essere una decenza».

E ancora: «Sono andato in Darfur per dare un po' di luce a quelle persone massacrate e perseguitate, non per mettermi in mostra. Le nuove tecnologie? Sono meravigliose, ma bisogna fare molta attenzione, anche nel mondo legale. Oggi purtroppo con l'IA si possono creare fake news tremende e questo va affrontato anche in tribunale. Esiste un video di me e Obama che parliamo di Hitler come un grande personaggio».

Il prossimo lavoro? "Non si può mai sapere dove finisci, bisogna essere pronti a tutto". La cosa di maggior successo? «Essere presenti in 40 paesi e avere contribuito a liberare più di 40 giornalisti. Di questo sono molto orgoglioso. Mio padre mi ha detto:  "se vuoi avere successo difendi chi ha meno potere di te e combatti chi ne ha di più"»

L’appuntamento ha aggiunto un altro tassello al ciclo di grandi incontri promossi dalla Fondazione CRC che nelle precedenti edizioni hanno ospitato personalità come Kerry Kennedy, l’astronauta Paolo Nespoli, il maestro Andrea Bocelli, l’allenatore del Manchester City Pep Guardiola e i campioni del tennis Stefanie Graf e Andre Agassi. L’obiettivo di questi incontri è quello di ispirare, attraverso il confronto diretto con personalità di caratura internazionale, le giovani generazioni.

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