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09 Aprile 2026 - 12:33
L’attualità e la grave situazione geopolitica in atto non erano al centro dei “Dialoghi sul Talento” il format di incontri promosso da Fondazione CRC che ieri mattina, mercoledì 8 aprile, ha portato George Clooney a Cuneo a parlare a 2.700 studentesse e studenti delle scuole superiori della provincia. Ma dal co-fondatore di una Fondazione che si occupa di diritti e giustizia un accenno era inevitabile. E George Clooney non si è certo tirato indietro, soprattutto parlando di cosa succede oggi negli Stati Uniti, di chi li governa e della guerra con l’Iran: “Adesso in America siamo con le spalle al muro. Non è un grande momento per la nostra storia. Che qualcuno dica "pongo fine ad una civiltà" è un crimine di guerra. Al di là di essere sostenitori di un partito conservatore o meno ci deve essere un confine di decenza e noi non dobbiamo attraversarlo”.
Una dichiarazione che da Cuneo è ribalzata sui media di mezzo mondo. Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano The Independent. Una replica di Donald Trump, o di chi per lui, alla solita maniera dell’amministrazione del tycoon, buttando tutto in caciara: “L'unica persona che commette crimini di guerra è George Clooney, con i suoi film orribili e la sua pessima capacità di recitazione”. Trump a dicembre aveva definito l’attore (che in carriera ha vinto 2 premi Oscar, 4 Golden Globes, 2 premi Venezia, 1 premio BAFTA) “una star del cinema fallita e uno dei peggiori pronosticatori politici di tutti i tempi”. È davvero questo il livello del dibattito che ci si aspetta dal presidente degli Stati Uniti d’America? È davvero quello che si aspettavano i tantissimi giovani riuniti a Cuneo?
Giudizi di merito a parte, forse merita più attenzione l’auspicio di George Clooney: “Ho tanta fede nelle prossime generazioni, noi abbiamo fatto tanti errori e voi potete migliorare e fare passi avanti per il futuro. E in questo nutro tanta speranza, c'è bisogno di nuove idee”.
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