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09 Aprile 2026 - 14:22
Gli equipaggi Spinardi-Spinardi e Costamagna-Vazzotti, alla partenza
Oggi, giovedì 9 aprile, è il giorno della partenza per una nuova grande avventura che profuma di sabbia, fatica e spirito di squadra. Da Farigliano e Carrù due equipaggi hanno acceso i motori delle loro storiche utilitarie (preparate a dovere per l'occasione) per dirigersi verso una delle sfide più affascinanti e fuori dagli schemi: il Panda Raid 2026.
La manifestazione, che ogni anno richiama centinaia di appassionati, vedrà al via ben 400 squadre: un numero record di equipaggi pronti a sfidare non solo il deserto marocchino, ma anche quella che molti definirebbero la “legge del buon senso”. Il tutto a bordo di un’auto iconica e tutt’altro che recente: la storica Fiat Panda classica (o la sua “cugina” Seat, la Marbella), simbolo di un’avventura autentica, essenziale, decisamente old-school.
Da Farigliano tornano tra le dune, forti della positiva esperienza dello scorso anno, Mauro Spinardi insieme al figlio Andrea: un duo affiatato che ha già assaporato la magia e la durezza del deserto. Da Carrù, invece, saranno Lorenzo Costamagna e Danilo Vazzotti a mettersi alla prova in questa impresa tanto impegnativa quanto affascinante.

La partenza ufficiale è avvenuta proprio oggi: i due equipaggi iniziano il loro viaggio su strada verso la Spagna, primo passo di un percorso che li porterà poi a imbarcarsi alla volta del Marocco. Qui, dal 11 al 18 aprile, si svolgerà il raid articolato in sei tappe, attraverso paesaggi spettacolari, ma estremi.
Il Panda Raid non è una gara di velocità. Non vince solo chi arriva prima, vince chi riesce ad arrivare al traguardo. È una prova di resistenza, ingegno e spirito di adattamento. I partecipanti dovranno affrontare giorni interi nel deserto, tra caldo intenso, sete, stanchezza e notti brevi — dormendo direttamente accanto alle loro auto.
Le difficoltà non mancheranno: i rifornimenti di carburante sono rari lungo il tracciato, e ogni equipaggio dovrà gestire con attenzione le proprie risorse. Inoltre, le vetture saranno sottoposte a forti sollecitazioni: guasti e imprevisti saranno inevitabili, e sarà fondamentale saper intervenire in autonomia per proseguire il viaggio.
Più che una competizione, il Panda Raid rappresenta un ritorno ai valori fondamentali: collaborazione, solidarietà tra equipaggi, capacità di adattarsi e di cavarsela con poco. È un’occasione per lasciarsi alle spalle, almeno per qualche giorno, la frenesia quotidiana e la dipendenza dalla tecnologia, riscoprendo il contatto diretto con l’ambiente e con le persone.
A Mauro e Andrea Spinardi, Lorenzo Costamagna e Danilo Vazzotti va un grande in bocca al lupo per questa straordinaria esperienza. Che sia un viaggio ricco di emozioni, sfide e momenti indimenticabili.
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