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Tre vite qualunque… e una scelta che cambia tutto: il romanzo che invita a non restare indifferenti

"Caterina non ci sta", il secondo romanzo del monasterese Emilio Appiano, medico in pensione ed ex sindaco di Monastero, Tre amici attraversano il Novecento tra fascismo, guerra e Resistenza: un romanzo che intreccia memoria storica e coscienza civile

Tre vite qualunque… e una scelta che cambia tutto: il romanzo che invita a non restare indifferenti

L’immagine di copertina del libro è voluta da Appiano: si tratta di un’opera di Marano, in possesso dell’autore.

Tre amici alle prese con la vita quotidiana nell’epoca dei totalitarismi. Tre vite comuni, che attraversano il Novecento, dal fascismo alla guerra fino alla lotta di Resistenza. È dedicato al passato del cuneese (l’ambientazione è la Langa Astigiana, nei luoghi d’origine dell’autore), il romanzo “Caterina non ci sta”, seconda opera di narrativa di Emilio Appiano, ma non solo. È una memoria viva quella che cerca di fissare Appiano, ex-medico in pensione ed ex sindaco di Monastero di Vasco, una messa in scena non fine a sé stessa, ma che corre parallela agli avvenimenti del presente, con sotterranee allusioni e parallelismi. Il libro, edito da Araba Fenice, raccoglie nelle sue vicende un manifesto di pensiero, un omaggio alla libertà e alla sua importanza, a prescindere da tutto, e un invito a non voltarsi dall’altra parte davanti alla necessità di intervenire. La vita povera ma tranquilla dei tre ragazzi trascorre prima tra le imposizioni del fascismo, poi si imbatte nella violenza della guerra, che li coinvolge in prima persona.

Uno, Paolo, diventa sacerdote, gli altri due, Luigi e Caterina, scelgono di non restare indifferenti come molti compaesani e diventano partigiano e staffetta. Appiano affianca alla narrazione delle vicende personali dei ragazzi frequenti contestualizzazioni storiche ad ampio raggio, e in effetti l’autore ha condotto un approfondito lavoro di documentazione relativo al periodo storico.

Il romanzo racconta vicende inventate, ma l’autore ha tratto spunto da ricordi e episodi reali, per comporre una trama che fosse non solo verosimile ma in qualche modo rispecchiasse anche la realtà, pur con la lente deformante della narrativa «Tutti i personaggi del romanzo sono inventati – commenta l’autore –, ma in tutti c’è qualcosa di vero, qualcosa che ha a che fare con i ricordi del mio passato e anche con il presente». 

Interessante ad esempio il riferimento al personaggio del vescovo che compare nel romanzo: una figura ispirata alle memorie dell’allora vescovo di Alba, il monregalese mons. Luigi Grassi, “La tortura di Alba e dell’albese”. È solo una delle letture che l’autore ha fatto confluire nel testo, spesso esplicitate nelle epigrafi, che vanno da Alexandre Dumas a Leonardo Sciascia, da Tucidide a Dante Alighieri, beninteso nel passaggio dedicato agli Ignavi «Quando “si vive”, si incontrano molte persone – dice ancora Appiano –, si osserva cosa fanno e come si muovono, si ascolta cosa dicono e si creano i ricordi. Più si vive e più numerosi sono i ricordi. Essi riguardano una marea di persone con le loro parole e le loro azioni. E allora viene da domandarci: tutte queste persone cosa avrebbero fatto, come si sarebbero comportate in quel periodo di grandi conflitti e di grandi scelte come negli anni che vanno dal 1919 al 1945?». Ecco quindi che si tracciano e si riconoscono, nel dipanarsi della vicenda, parallelismi vivaci con il presente complesso che stiamo vivendo, in cui lo spettro della guerra, presente in Europa e in medio Oriente, sembra allungarsi in modo sinistro anche sulla nostra vita quotidiana, ponendoci davanti a scelte difficili. Nonostante a prima vista ci sia una formidabile distanza rispetto al primo romanzo, “Odore di terra”, che era ispirato invece dall’esperienza dell’autore come volontario in Kenya, “Caterina non ci sta” è legato a quel titolo dallo stesso filo sotterraneo: un inno a non restare indifferenti, alla partecipazione, all’aiuto nei confronti di chi ha bisogno di aiuto.

Il libro sarà presentato il 23 aprile, presso il quartiere San Paolo a Cuneo, alla presenza dell’autore. Un evento che è parte del cartellone organizzato dalla Città di Cuneo per celebrare il 25 aprile.

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