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10 Aprile 2026 - 11:15
Il Circolo del Partito Democratico di Cengio esprime profonda preoccupazione per il futuro della Caserma dei Carabinieri della locale stazione. Una situazione nota da tempo, infatti, il contratto di locazione della struttura, sita in via Giuseppe Mazzini, è scaduto nel 2024 e il proprietario reclama la piena disponibilità dell’edificio. Il Comune di Cengio ha già manifestato, con la predisposizione di un progetto esecutivo, la piena disponibilità a realizzare una nuova Caserma riqualificando le ex scuole Colombardo a Bormida, chiuse dal 2015 a causa di un cedimento strutturale secondario. Nel frattempo si è mossa anche la Prefettura di Savona avviando lo scorso mese di gennaio una manifestazione di interesse per verificare la possibilità di assumere un immobile, in locazione passiva, da adibire a sede del “Comando Stazione Carabinieri di Cengio”. Ma ad oggi nessuna soluzione concreta e di rapida fattibilità sembra essere stata trovata.
Mentre sulla storica caserma incombe lo spettro dello sfratto, l’Amministrazione Comunale sembra arroccata su una strategia che definire rischiosa è un eufemismo.
È necessario chiarire un punto fondamentale: il Partito Democratico sostiene con forza la necessità di mantenere la caserma e il presidio a Cengio - ribadiscono dal Circolo locale -. Proprio per questo giudichiamo estremamente preoccupante l’attuale indirizzo dell’Amministrazione comunale. Ad oggi, per la sola ipotesi di trasferimento presso le ex scuole Colombardo, edificio già dichiarato inagibile per cedimento strutturale e situato in zona a rischio di possibile esondazione, sono già stati impegnati ingenti fondi pubblici: 206.000 euro per la progettazione; 36.000 euro per la verifica strutturale; 12.000 euro per la variazione delle fasce di esondabilità; 25.000 euro per l’acquisto del terreno da ARTE Savona (per complessivi 279.000 euro). A queste cifre si aggiunge la richiesta di finanziamento alla Regione Liguria per ben 6 milioni di euro. In un contesto economico segnato da tagli agli enti locali e da un’elevata competizione per l’accesso ai fondi regionali, basare il futuro della caserma su un’operazione di tale portata appare una scelta altamente incerta.
Il progetto delle ex scuole Colombardo presenta evidenti criticità e insistere su un’area soggetta a variazioni delle fasce di esondabilità contrasta con i principi di sicurezza richiesti per un presidio operativo come una caserma. In situazioni di emergenza, la piena funzionalità della struttura deve essere infatti garantita.
Si consideri poi che un investimento di tale entità, qualora non interamente finanziato, potrebbe costringere il Comune a ricorrere a mutui o prestiti, con conseguenze pesanti e durature sul bilancio pubblico.
«Ma il punto più critico è un altro: i tempi della burocrazia - incalzano dal PD cengese -. Un progetto complesso come quello delle ex scuole, tra finanziamenti, autorizzazioni e lavori, richiederebbe anni. Nel frattempo, il rischio concreto è che lo sfratto diventi esecutivo e che Cengio perda il presidio dei Carabinieri. Questo è uno scenario che il nostro Comune non può permettersi. Per questo il Partito Democratico invita l’Amministrazione a cambiare rotta e a valutare soluzioni più rapide e sostenibili tra cui la verifica e la disponibilità di immobili già esistenti, strutturalmente idonei e situati in aree sicure; oppure valutare concretamente l’acquisto dell’attuale sede della caserma (se tale ipotesi non è già stata intrapresa) attraverso un confronto con la proprietà; puntando su interventi di riqualificazione meno onerosi e immediatamente realizzabili. Queste alternative garantirebbero: tempi rapidi, evitando vuoti di sicurezza sul territorio; minore indebitamento, tutelando le finanze comunali; maggiore certezza del risultato.
Non siamo di fronte a una contrapposizione ideologica, ma a una scelta di responsabilità - concludono dal Circolo -. Difendere la caserma significa adottare soluzioni concrete, sostenibili e tempestive. Chiediamo al Sindaco di abbandonare l’ostinazione sul progetto delle ex scuole Colombardo, e di verificare immediatamente una soluzione rapida basata su alternative praticabili. È una questione di buon senso, di sicurezza per i cittadini e di rispetto per le risorse pubbliche.
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