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Intoppi alla dogana e una prima notte freddissima: inizia così l'avventura con la Panda nel deserto

Il racconto di uno dei partecipanti: «Abbiamo dormito nel sacco a pelo vestiti e con il passamontagna. Oggi il meteo dovrebbe migliorare»

Intoppi alla dogana e una prima notte freddissima: inizia così l'avventura con la Panda nel deserto

La prima notte nel deserto del Marocco

È iniziata tra sabbia, vento gelido e qualche imprevisto burocratico la nuova avventura dei quattro amici del Monregalese impegnati nel Panda Raid 2026, la suggestiva traversata del deserto marocchino a bordo delle iconiche Fiat Panda.

Partiti giovedì 9 aprile da Farigliano e Carrù, i due equipaggi — Mauro e Andrea Spinardi da una parte, Lorenzo Costamagna e Danilo Vazzotti dall’altra — hanno raggiunto il Marocco per prendere parte a una delle competizioni più originali e impegnative nel panorama motoristico internazionale. L’edizione di quest’anno ha fatto registrare numeri record: ben 400 squadre al via, tutte accomunate da un unico spirito, quello dell’avventura autentica.

L’intoppo alla dogana

Non tutto, però, è filato liscio fin dall’inizio. A raccontarlo, questa mattina, è Mauro Spinardi, in collegamento “live” dal deserto durante la prima tappa:

«Ieri abbiamo avuto qualche problema in dogana, perché alle autorità risultava che la nostra Panda fosse ancora in Marocco, come se non fosse mai uscita dopo la corsa dell’anno scorso».

Un disguido burocratico che ha rischiato di complicare la partenza, ma che è stato risolto nel giro di poche ore:

«Ora è tutto sistemato e stiamo viaggiando a pieno ritmo».

Freddo, vento e una notte “da brividi”

Se l’immaginario comune associa il deserto al caldo torrido, la prima notte marocchina ha raccontato tutt’altra storia.

«Stanotte abbiamo avuto freddissimo, una cosa pazzesca per essere nel deserto», prosegue Spinardi. «Abbiamo dormito vestiti dentro al sacco a pelo, con il passamontagna e un piumone da montagna. C’era anche un vento fortissimo».

All’alba, il termometro segnava appena 4 gradi, condizioni decisamente proibitive per chi dorme in tenda, accanto alla propria auto, nel nulla del deserto.

Prima tappa tra asfalto e sterrato

La gara è ufficialmente entrata nel vivo lunedì 13 aprile, con la prima tappa che ha già riservato alcune modifiche al percorso:

«Il tracciato è stato cambiato perché prevedeva passaggi in fiumi in secca, che invece ora sono pieni d’acqua dopo le piogge dei giorni scorsi».

Un itinerario misto, quindi, tra asfalto e sterrato, in attesa delle tappe più dure:

«Questa è una tappa per metà su strada e metà su piste. Ma da domani il meteo sarà bello. La vera gara inizia adesso».

Una sfida di resistenza (più che di velocità)

Il Panda Raid non è una corsa tradizionale. Non conta arrivare primi, ma arrivare fino in fondo. È una prova di resistenza, capacità di adattamento e spirito di squadra.

A bordo di vetture essenziali come la storica Fiat Panda (o la Seat Marbella), i partecipanti affrontano giorni interi tra dune, piste e paesaggi estremi, con rifornimenti limitati e la necessità di cavarsela da soli in caso di guasti.

Ed è proprio questo il fascino che ogni anno richiama centinaia di appassionati: un’avventura “old school”, dove contano più l’ingegno e la determinazione che la tecnologia.

Per i quattro amici, intanto, il viaggio è appena cominciato. Tra sabbia, freddo e motori sotto sforzo, il deserto ha già iniziato a mettere alla prova uomini e mezzi. Ma lo spirito è quello giusto.

E la sensazione, come racconta Spinardi, è chiara:
«La vera gara inizia adesso».

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