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15 Aprile 2026 - 09:13
Sono trascorsi vent’anni dalla scomparsa di don Giorgio Capellino: educatore a servizio dei giovani, un riferimento per la comunità monregalese nel secondo dopoguerra. «La città farà qualcosa per ricordarlo?»: lo chiede il Centrosinistra di Mondovì, con un’interrogazione al sindaco.
«Don Giorgio Capellino era nato nel 1922 ed era stato ordinato sacerdote nel 1945. Dedicò la parte più significativa della sua vita sacerdotale all’educazione e all’accompagnamento di giovani in condizione di disagio e di fragilità familiare – scrivono i consiglieri Laura Gasco, Cesare Morandini e Davide Oreglia – divenendo nel corso dei decenni, specie nel secondo dopoguerra, una delle figure di riferimento più significative dell’intera comunità monregalese nel campo dell’educazione e dell’accoglienza. Iniziò nel 1949, come vice direttore della Colonia Agricola Provinciale Orfani di Guerra, affiancando il canonico don Giuseppe Ponzo per poi assumerne la direzione a partire dal 1971, e guidare l’istituzione fino alla sua trasformazione e al suo definitivo trasferimento nelle strutture del Beila a Mondovì.
La Colonia accolse nel corso della sua lunga storia oltre 2.300 giovani, orfani di guerra prima, poi ragazzi in difficoltà familiare e sociale, sino al 1991 (quando furono introdotti nuovi requisiti normativi sulla residenza assistenziale per minori), offrendo loro non soltanto vitto e alloggio, ma istruzione, formazione professionale e, soprattutto, un clima familiare autentico. Nella primavera di quello stesso 1991, quando l’emergenza della crisi seguita alla caduta del regime comunista albanese rese necessaria la disponibilità di strutture e uomini che accogliessero i profughi, la Colonia del Beila divenne punto di riferimento e supporto per il Comune di Mondovì e la Prefettura di Cuneo. Nel 1992, durante il suo viaggio in Albania, don Cappellino ebbe nella cittadina di Lezhe un significativo incontro con Madre Teresa di Calcutta, che lo ringraziò per l’opera svolta a Mondovì a vantaggio dei suoi conterranei.
Dal 1994 svolse la funzione di parroco di Rocca de’ Baldi e fu impegnato nell’assistenza religiosa presso la chiesa della Riconciliazione di Mondovì e nella cappella di Mezzavia. Ancora oggi è riconosciuta, dalle persone che ha incontrato nella sua lunga opera, la profondità del suo impatto sulle loro vite. Don Capellino si è spento il 23 ottobre 2008: nel 2028 ricorre il ventennale della sua scomparsa, anniversario che rappresenta un’occasione significativa per riconoscere pubblicamente il valore della sua opera e per trasmetterne la memoria alle generazioni più giovani. La storia della Colonia Agricola e dell’opera educativa di don Cappellino intreccia indissolubilmente le storie dei Comuni di Mondovì e di Rocca de’ Baldi, nonché della Provincia di Cuneo. Sarebbe opportuno che tali Enti territoriali ragionassero insieme attorno ad iniziative condivise in occasione del ventennale della morte del sacerdote. I due anni che ci separano dall’ottobre 2028 sono un orizzonte temporale adeguato a pianificare le iniziative, coinvolgendo le realtà associative, ecclesiastiche, scolastiche e culturali del territorio».
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