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16 Aprile 2026 - 05:06
Con le parole incoraggianti del parroco don Franco Bernelli, in sala “Borsi” riempita di tante presenze di cebani, si è vissuto prolungato momento di condivisione e di rilancio, entrando nel 101° anno di impegno costante del Volontario Vincenziano a Ceva, ripercorrendo stagioni di dedizione costante tra i poveri, con sempre mirate forme di coinvolgimento e di sostegno, facendo memoria grata di quanto donato nel tempo dalle Suore di San Vincenzo, in particolare suor Maria Letizia, Suor Giuliana e suor Teresa. E’ stata l’attuale presidente, Franca Ascheri, a tenere le fila dei vari interventi confermando la grande determinazione che ha sempre guidato, con il “carisma vincenziano” stampato nell’animo, la prossimità agli ultimi ed ai fragili. Citando in particolare il grande lavoro portato avanti da parte della precedente presidente Margherita Gula che ci ha lasciati qualche tempo fa.
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E subito si è raccolto il sostegno evidenziato dal vicario generale don Flavio Begliatti, rievocando anche quanto sperimentato negli anni in cui era vice-parroco a Ceva, accanto alle volontarie ed alle suore vincenziane. E si è entrati immediatamente a rivisitare il format dell’operare, nel farsi carico, tra chi ha bisogno, partendo dalle convinzioni forti ricavate dall’insegnamento evangelico sui poveri che, per Vincenzo de Paoli, erano e sono i “padroni” di ogni discepolo, spiazzando tutti gli altri “padroni” rivestiti di prepotenza, di sfruttamento, di dominio, di ingiustizie, di indifferenza (come ha ricordato con forza e profezia sr. Teresita Pavanello, responsabile della formazione Gruppi Volontari Vincenziani in Piemonte, parlando, per la “Sanvincenzo” di una esperienza che guarda al futuro con un cuore antico, quello del primato assegnato ai poveri appunto, dandosi la mano nella rete della solidarietà, battendosi per i diritti di tutti e degli ultimi in particolare!)

Alla vicepresidente Carla Zoppi è toccato risalire ad una data abbastanza recente di svolta quando, con la partenza da Ceva delle Suore Vincenziane, nel 2021 ci si è dovuti far carico della storica sede nel centro di Ceva, trovando le risorse per una sistemazione complessiva dell’immobile, luogo indispensabile per la “presenza vincenziana” in città e nell’hinterland. La sede di via Sauli diventa così sempre più il punto di riferimento per i volontari nella formazione, per le iniziative sul territorio, per l’ascolto delle necessità sul campo, avvalorando l’aspetto della spiritualità in mezzo ai poveri, dentro una prassi vincenziana consolidata con il pacco per persone e famiglie in difficoltà, con l’organizzazione di momenti fraterni, accanto ai più fragili, facendosi “prossimi” in Casa di riposo e in altre occasioni. Mariangela Rizzon ha voluto sottolineare quelle che ha chiamato “emozioni di volontariato”, per la gratitudine raccolta dai tanti che si sono sentiti “rinati” grazie alla prossimità delle volontarie, nelle piccole cose (dal fare la spesa ai minuti di preghiera) che diventano preziosi spunti di vita e di speranza, pur nelle vulnerabilità diffuse.



Francesca Barresi ha illustrato il grande impegno per l’attivazione del doposcuola per alunni delle classi dell’obbligo, nell’affiancare nei compiti ma anche nella formazione dei ragazzi, per i quali si offre un contesto di accoglienza, di rispetto e di fiducia.
Carla Gonella ha citato gli sforzi e le iniziative per reperire fondi indispensabili nel gestire la condivisione sul territorio, dalla partecipazione ai bandi, quindi alle raccolte di alimenti “Ora et labora”, alla colletta al cimitero nei giorni dei defunti, al Pozzo di San Patrizio, alle cene ad offerta libera, ai regali di tanti che pensano alla “Sanvincenzo”, alla prossimità di indicare il 5xmille. In chiusura ancora il prezioso intervento di Maria Paola Tripoli, responsabile della formazione, a livello regionale, di volontari vincenziani, incoraggiando ad andare avanti con fiducia e determinazione. Era accompagnata da Elisabetta Lanfredini sempre nella responsabilità di Gruppi di volontariato a Torino.
Il pomeriggio si è concluso per un simpatico buffet, preparato dalle cuoche dell’Oratorio, prima di partecipare alla Mesa in duomo. Dal Volontariato Vincenziano un grazie a tutti coloro che hanno partecipato al momento “centenario” ed a tutti coloro che aiutano in ogni modo.

Apprezzamenti sono giunti da tanti direttamente in sala (dopo il simpatico siparietto del coro delle animatrici e dei bambini e ragazzi dell’oratorio), per quanto la Sanvincenzo opera, in una realtà cebana che ha bisogno di attenzione generosa e costante. Hanno espresso riconoscenza Enzo Bezzone (già sindaco e presidente dell’Unione Montana, per ribadire come la Sanvincenzo arrivi là dove nel pubblico non si riesce appieno), quindi Andrea Mozzone sindaco di Sale delle Langhe, Giulia Ugo del Servizio assistenziale di Ceva, l’assessore Laura Amerio a nome dell’Amministrazione comunale, Gian Pietro Rubino presidente della Fondazione “De Rossi” (Casa di riposo), Giorgio Raviolo presidente del Museo del fungo.
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Il presidente della Fondazione Istituto "De Rossi" di Ceva, Gian Piero Rubino, intervenendo per esprimere il grazie per quanto le volontarie vincenziane operano a sostegno degli anziani ospiti, rivolgendosi direttamente all'assessore Laura Amerio, ha ricordato con forza il momento che lo stesso Istituto sta attraversando dovendo fronteggiare in questa fase "grossi problemi", a cui prestare attenzione.
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