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17 Aprile 2026 - 10:20
Non solo peste suina e cinghiali: ora il problema sono i ghiri. Sono troppi, "senza controllo" e... ghiotti di nocciole. Tanto da costituire un problema per la corilicoltura, i noccioleti.
Ecco perché nella seduta di ieri, 16 aprile, la Provincia di Cuneo ha approvato il "Piano di controllo del ghiro 2026–2030", uno strumento di gestione faunistica finalizzato a ridurre i danni alle colture agricole, in particolare alla corilicoltura, garantendo al contempo la tutela della specie protetta e il rispetto della normativa vigente.
Negli ultimi anni si è registrata una forte crescita dei noccioleti nelle Langhe e nell’Alta Langa, unita all’aumento delle superfici di bosco incolto dovuto all’abbandono agricolo. E tutto questo ha favorito la presenza stabile del ghiro.
La specie trova nei noccioleti una risorsa alimentare altamente attrattiva, causando perdite produttive ed economiche significative, soprattutto nei comuni degli Ambiti Territoriali di Caccia CN4 e CN5.
Il Piano si inserisce nel quadro previsto dalla Legge 157/1992, che consente piani di controllo in deroga per specie protette in presenza di danni rilevanti alle produzioni agricole, previa verifica dell’inefficacia dei metodi ecologici e con il parere positivo di ISPRA.
Il Piano prevede in via prioritaria l’adozione di metodi ecologici, come fasce di rispetto tra bosco e noccioleto e barriere aeree.
Solo quando tali misure risultano insufficienti è previsto un contenimento numerico selettivo e localizzato, mediante gabbie e cassette nido, attuabile esclusivamente dal 15 maggio al 15 settembre. Gli interventi saranno svolti dai proprietari o conduttori dei fondi autorizzati, sotto il coordinamento della Provincia.
Il Piano sarà promosso nei territori a vocazione corilicola anche attraverso le associazioni di categoria e gli Enti di gestione territoriale della caccia, con l’obiettivo di rafforzare la qualità degli interventi e garantire una gestione sostenibile del territorio.
Le aziende interessate a attuare il Piano di controllo sono pregate di prendere contatto con l’Ufficio Caccia e Pesca allo 0171.445.477, oppure via posta elettronica a caccia.pesca@provincia.cuneo.it.
«Con questo Piano – dichiara il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo – mettiamo in campo uno strumento serio e responsabile per tutelare un comparto agricolo strategico come la corilicoltura, senza rinunciare al rispetto della biodiversità e delle norme di protezione della fauna selvatica. È un equilibrio delicato, ma necessario, per difendere il lavoro delle nostre aziende agricole».
«L’esperienza degli anni passati – sottolinea il consigliere delegato Silvano Dovetta – ci ha insegnato che i risultati arrivano solo quando si opera in modo continuativo, corretto e tecnicamente adeguato. Con il nuovo Piano puntiamo a coinvolgere aziende realmente motivate, a migliorare il monitoraggio e a rendere più efficace il rapporto tra interventi di controllo e reale riduzione dei danni».
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