Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

L'ex "colonia elioterapica" fascista dimenticata lungo il fiume: «Lì ci faremo un parco»

L'ex "colonia elioterapica" fascista dimenticata lungo il fiume: «Lì ci faremo un parco»

«Le cronache dal palazzo comunale accennano ad una sorta di parco in Ellero, sotto la Colonia del Beila. E il ricordo di chi ha un po’ di primavere sulle spalle va alla “Colonia elioterapica” della propria infanzia: quella Colonia, là sotto Nibàl, che per una dozzina d’anni convogliò in quegli stessi luoghi centinaia di ragazzini di famiglie popolari»: era il 2009 quando L'Unione Monregalese toccava questo tema. È

tornato a galla ieri, quando il vicesindaco ha illustrato un progetto ancora attuato, fino a oggi, eppure mai scomparso. Ora è candidato a un bando regionale.

Di che si tratta? Un "parco del tempo libero" lungo l'Ellero, fra la zona di Cascina Nibal e il Beila. Dove sorgono i ruderi della (dimenticata?) Colonia elioterapica "Oreste Martini", aperta in epoca fascista ma tutt'ora presente e visibile, anche dall'alto.

Ripercorriamone la storia.


La Colonia Elioterapica

«Estati anni ‘30 a diguazzare nel torrente e in una piscina scoperta, a giocare nella sabbia, a fare ginnastica, a cantare inni patriottici e a divorare pastasciutta e pesche, pane e marmellata. Bagni d’acqua e di sole, giochi e scorpacciate importanti per la loro salute e la loro crescita in vista dei Sacri Destini a cui li avrebbe chiamati il Regine allora imperante», così ricorda il libro "Cento e più anni a Mondovì” di. A. Morandini, E. Billò.

«Quella “Colonia” cominciò nel luglio del 1931, per ragazze e ragazzi fra gli 8 e i 14 anni “non abbienti e bisognosi d’irrobustimento”. Fu una iniziativa in sé buona ma non esente da intenti di propaganda e di proselitismo, in tempi di contrasti e diffidenze fra gli oratori parrocchiali e l’Opera Nazionale Balilla che puntava al monopolio nell’educazione della gioventù. Il primo progetto dell’Ufficio Tecnico Comunale (ing, Trigari) andò presto in porto forzando un po’ la mano ai Sambuy e ai Durando, che erano proprietari di quelle aree. Il podestà Bessone, il segretario del Fascio, il responsabile O.N.B. affidarono la direzione a Tino Prato, fascinoso ufficiale di Marina, ma anche ardimentoso alpinista e soprattutto buon organizzatore. Con lui, sette vigilatrici agli ordini della direttrice didattica Visconti. Duecentotrenta le iscrizioni, previa visita medica.

Si partiva alle sette del mattino da piazza Municipio al canto d’inni roboanti, poi in marcia verso il Borgato e su per la tortuosa e polverosa via di Niere, fra siepi di more e d’uva spina. “Fischia il sasso, il nome squilla”, si cantava ritmando il passo. Alla cappella dell’Annunziata si prendeva a destra, poi si deviava verso l’Ellero presso la cascina dei Manissero, salutati da latrati di cani e da versi di galline. Oltre il ponticello, la Colonia. Qui avveniva l’alzabandiera e ci si buttava sulla colazione a caffelatte. Col sole alto, via le magliette e bagno di sole. Arrivava l’ufficiale e sanitario ad auscultare tossi e magri toraci, poi via ai giochi nella sabbia, col “pìrolo”, con la corda, le bocce, le biglie, il pallone.

Nell’aria buona, l’appetito si faceva gagliardo; ma prima del pranzo, era di rito una giaculatoria al Duce e, in subordine, anche a Dio: “Duce, ti ringrazio per quanto mi doni per farmi crescere sano e robusto. Signore Iddio, proteggi il Duce e conservalo a lungo all’Italia fascista”. Finalmente ci si poteva buttare sulla pastasciutta o la minestra, e sul secondo di carne e contorno o su frittata, uovo, tonno; infine sulla pesca. A stomaco pieno riprendevano gli svaghi, fi no alle 16 quando arrivava l’atteso permesso per il tuffo nell’Ellero. Allora si sguazzava nel gorgo divisi per squadre, sotto l’occhio vigile delle assistenti.

I ragazzi più audaci si sfidavano in gare di resistenza sott’acqua. Seguivano la doccia, la merenda a pane e marmellata o cioccolato. Verso sera, ebbri di sole e di giochi, tutti schierati per l’ammaina bandiera; quindi ritorno a piedi, strascicando i piedi con i sandali impolverati e con qualche altro “sette” nei calzoni.

L’iniziativa piacque e fu ripetuta per una dozzina d’anni, fino all’inquieto luglio del 1943. Fece registrare subito novità importanti, venute fuori già nel ’33: un più elaborato padiglione che Nino Fracchia, verso il 1940, avrebbe vivacizzato con grandi figure ispirate al “Corriere dei Piccoli”, e, soprattutto, con una piscina scoperta voluta dal nuovo podestà Viale».

Foto John Aimo: la Colonia Elioterapica oggi, lungo le rive dell'Ellero

Foto: Samuele Silva - tratta da https://www.samuelesilva.net/blog/2020/02/04/colonia-elioterapica-oreste-martini/

Il progetto del "Parco del tempo libero"

A cosa sta lavorando il Comune? Il progetto si chiama "Parco del tempo libero": un parco in riva all'Ellero, con piccoli percorsi pedonali e aree sosta con tavolini per svagarsi, fare due passi, fare jogging nell'area alle porte di Mondovì tra Cascina Nibal e il Beila.

Un progetto dal costo di 420 mila euro, già candidato a un bando della regione (il Comune ha a carico la quota del 10%) che andrebbe a "girare attorno" ai ruderi della Colonia elioterapica "Oreste Martini". Il progetto non prevede il recupero della struttura: ma non è da escludere che in futuro, se si troveranno i soldi, qualcuno potrebbe pensarci.

C'è inoltre "nell'aria" un progetto molto più grande: la pista ciclo-pedonale tra Mondovì e Villanova. Un progetto che vede i due Comuni interfacciarsi per un sogno condiviso e che, dal "lato monregalese", vedrà la città candidarsi a un secondo bando regionale ma per un importo molto più ambizioso (2 milioni di euro).

Che tratto seguirebbe? Partirebbe dal Ferrone, da via Rosa Bianca, parallelamente alla strada provinciale, passando davanti all'antichissima chiesa di San Bernolfo e proseguendo fino a strada dei Comini e poi verso l'Ellero, dove già esiste una strada sterrata. Da qui si dividerebbe: da un lato si andrebbe a collegare al nuovo "parco del tempo libero", dall'altra proseguirebbe in direzione di Villanova, all'incirca fino a via Molino Lavagna.

Un progetto importante, dedicato a biciclette ed e-bike (si parla anche di una struttura dedicata al noleggio bici) che  andrebbe a realizzare il desiderio, che esiste da anni, di chi ama le gite su ruote.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x