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Il "Gatto rosso" adesso esiste davvero: la leggenda prende vita, all'ingresso del paese

La nuova scultura di Franco S. Alessandria dà il benvenuto ai visitatori e ai passanti, a lato della strada

Il "Gatto rosso" adesso esiste davvero: la leggenda prende vita, all'ingresso del paese

Oggi, venerdì 17 aprile, Farigliano ha scritto una nuova pagina della sua identità, con l’installazione di un grande gatto rosso, emblema storico della comunità.

Collocato nell’area verde lungo la provinciale — tra il cavalcaferrovia e il ponte sul Tanaro — il maestoso felino accoglierà da oggi passanti e visitatori, trasformandosi in un vero e proprio “guardiano” del paese. Un segno distintivo potente, capace di raccontare una storia lunga secoli con un linguaggio visivo immediato e affascinante.

Realizzato in malta cementizia dall’artista Franco Sebastiano Alessandria, il gatto colpisce per la sua imponenza e per la cura dei dettagli: uno sguardo vigile, una postura fiera, un carattere quasi vivo. Un’opera d’arte a cielo aperto, sempre accessibile gratuitamente, pensata per essere vissuta, fotografata, condivisa.

Dietro questo progetto c’è una forte volontà amministrativa. Il sindaco Ivano Airaldi e l’assessore Andrea Bertone, insieme a tutta l’amministrazione comunale, hanno creduto fin da subito nel valore simbolico e turistico dell’iniziativa. L’obiettivo? Valorizzare sempre più il simbolo del paese e rafforzare quel senso di appartenenza che rende Farigliano così riconoscibile.

Una leggenda che attraversa i secoli

Il “Gatt Ross” non è una semplice mascotte, è un simbolo identitario. Da generazioni gli abitanti di Farigliano sono soprannominati “Gatt Ross”gatti rossi — per la loro indole estroversa, ospitale e gioviale. Dietro questo curioso nomignolo si cela però una narrazione affascinante, le cui origini risalgono al Medioevo.

Secondo la tradizione, nel XIV secolo, quando Farigliano faceva parte del Marchesato di Saluzzo, il castello del borgo ospitava la marchesa Isabella Doria, consorte del marchese Manfredo IV di Saluzzo. Durante un fastoso ricevimento in suo onore, un gatto dal mantello candido balzò sulla tavola imbandita, urtò alcune bottiglie e finì per inzupparsi interamente di vino rosso. Da allora — raccontano le cronache popolari — tutti i felini nati a Farigliano divennero rossi. Così, tra storia e leggenda, il paese è passato alla memoria collettiva come la terra dei “Gatt Ross”.

 

Tradizione che guarda avanti

Il grande gatto rosso è un omaggio al passato e, allo stesso tempo, un investimento nel futuro. In un’epoca in cui anche i piccoli borghi cercano nuove forme di attrattività, Farigliano punta sulla sua identità più autentica, trasformandola in esperienza visiva.

Il risultato è un simbolo che non resta confinato nei racconti, ma prende forma, si fa presenza, invita a fermarsi. Un’opera che parla ai residenti, ma anche ai curiosi, ai turisti, a chi attraversa le Langhe e decide di scoprire qualcosa in più.

E da oggi, chi passerà lungo quella strada, non vedrà solo un paese: sarà accolto da uno sguardo felino, fiero e rosso, che racconta una storia tutta da scoprire.

 

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