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20 Aprile 2026 - 10:18
Non poteva esserci un finale migliore per la stagione teatrale monregalese: "Seconda Classe" del Controcanto Collettivo è una boccata d'aria fresca e di teatro moderno, ben recitato, pienamente contemporaneo, impegnato nel presente e sul presente. Non ci sono nomi altisonanti in scena, nessun volto noto di televisione e cinema. Eppure questi cinque attori diretti da Clara Sancricca (interprete essa stessa) dimostrano che con poco budget (l'attrezzistica di scena è composta solo da blocchi modulari che, scomposti e ricomposti diventano un salotto e una tavola), tante idee e spirito creativo si possa realizzare uno spettacolo riuscito, divertente, con la giusta dose di leggerezza e riflessione.
Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca impersonano in scena, inizialmente, una compagnia di cugini riuniti per una cena. Si riaggiornano sulle rispettive quotidianità. Uno di loro è in procinto di affrontare un pranzo di lavoro importante, in cui si discuterà la possibilità per lui di diventare responsabile della comunicazione di un'attività ricettiva di lusso, che si vorrebbe realizzare a Castel Gandolfo, in riva al lago. Tra consigli, ipotesi e aspettative la scena, sul brindisi, si sposta al pranzo stesso, che costituisce idealmente il "secondo atto" dello spettacolo, prima di tornare nuovamente, ex post, all'"Assemblea dei cugini". Non svelo di più sul sale della trama, per non sottrarre il piacere della visione, ma tutto è costruito intorno al tema del lusso e dell'esclusività. Il progetto prevede la costruzione di uno spazio che, in definitiva, assegna a pochissimi "Altospendenti" lussi e spazi esagerati, in parte sottratti anche alla collettività, con la connivenza della politica. È giusto? La risposta è meno scontata di quanto sembri, o meglio, la risposta è scontata, ma non è scontata la sua condivisione. Quanto la scena fa emergere, con chiarezza, è che è l'atteggiamento delle persone a non cambiare, nonostante il variare della capienza del loro portafoglio. Non solo i "Paperoni" a cercare l'esclusività. Anche la classe media, in qualche modo, vuole sentirsi "Superiore" ad altri, in qualche modo certificare il proprio privilegio. Eppure, come viene sottolineato, ed è il monito che resta a fondamento di tutto lo spettacolo, non è possibile che qualcuno stia un po' meglio senza che altri stiano un po' peggio. È su questo spunto di riflessione che il sipario cala definitivamente sulla scena.

La recitazione è fresca, briosa, caratterizzata da uno spiccato accento romano nel lato più popolare, e perfettamente "istituzionale" invece nella parte centrale. Interessante anche il metodo di lavoro del Controcanto Collettivo: una "scrittura di scena" che parte da un canovaccio, viene costruita dagli attori mediante improvvisazioni che poi vengono selezionate e, pezzo per pezzo, vanno a costituire il testo "fissato" della pièce. Tuttavia, un copione scritto comunque non esiste: in questo modo, ogni sera, gli attori ricostruiscono una commedia simile ma mai perfettamente uguale, anche con l'intenzione di restituire al tutto l'autenticità della conversazione. Un interessante ibrido tra improvvisazione e recitazione, che costituisce un interessante sfida per chi recita e dà centralità al ruolo dell'attore. Se normalmente questo prende le mosse da un'idea altrui che costituisce il perimetro entro cui muoversi nel proprio lavoro, qui il performer stesso contribuisce con il proprio pezzettino di autorialità mediato con quella del collettivo, andando così a costruire lo spettacolo finale con una dinamica simile a quella musicale, dove i singoli strumentisti, improvvisando, ascoltandosi, costruiscono con le loro idee l'ossatura finale del brano.

Nella mattinata di venerdì la compagnia ha incontrato due classi, la 3ª R e la 3ª P del Vasco-Beccaria-Govone. Prima dell'inizio dello spettacolo, due studenti del Liceo sono intervenuti per illustrare le attività realizzate insieme agli attori, nell'ambito di un percorso di teatro che stanno affrontando.
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