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18 Aprile 2026 - 14:16
"Le analisi disposte da ARPA sulla presenza di cromo-VI nel laghetto a Sant'Anna stanno rivelando una costante diminuzione dei valori". Lo afferma il Comune di Mondovì, con una nota appena diramata.
Recenti analisi hanno accertato la presenza di cromo VI nelle acque di un laghetto a Sant’Anna Avagnina, nei pressi di via dei Ciri. C’è un’ordinanza, emessa dal Comune, firmata il 9 aprile, che vieta “con effetto immediato” l’utilizzo delle acque per qualsiasi scopo.
L’ARPA ha già effettuato due sopralluoghi: il primo il 7 aprile, prelevando campioni dell'acqua di superficie. E il secondo qualche giorno dopo - una volta accertata la presenza di cromo - prelevando campioni da terreni e falda per cercare di capire quale sia l’area di contaminazione e le cause.
PRECISAZIONE IMPORTANTE: la questione non riguarda l'acqua potabile, non si parla di rubinetto ma - come detto - di un laghetto utilizzato per annaffiare piante o orti.
All’indomani di un episodio che avrebbe riguardato una precisa zona di Sant’Anna vicino ad alcune case e un’azienda, privati cittadini hanno fatto effettuare un controllo sulle acque del laghetto. Dalle analisi è risultata la presenza di cromo-VI: un cancerogeno, sostanza pericolosa per la salute umana e per l’ambiente, con un'elevata propensione alla diffusione attraverso le falde acquifere. Immediata la segnalazione al Comune che a sua volta, il 31 marzo, ha allertato l’ARPA.
Nel giro di pochi giorni l’Agenzia per la protezione ambiente ha prelevato i campioni di acque superficiali (dal laghetto e dai drenaggi che lo alimentano) e li ha analizzati, coinvolgendo addirittura due diversi laboratori dell'Agenzia. La procedura è stata classificata come “ad alta priorità” (uno specifico protocollo di ARPA per le situazioni considerate di primaria rilevanza). E le analisi hanno confermato tutto: nell’acqua sono state individuate «concentrazioni di cromo totale e cromo-VI significativamente superiori ai limiti normativi vigenti».
Il limite previsto è di 50 microgrammi al litro: in questo caso si parla di quantità nettamente superiori.
Immediata l’ordinanza del Comune. Ma la questione non è finita qui. Da dove arriva il cromo, in percentuali così rilevanti? La sua presenza potrebbe essere correlata a determinati tipi di lavorazioni industriali specialistiche. Quindi è assolutamente necessario ricostruire da dove potrebbe derivare, andando a controllare in primo luogo i terreni (operazione già effettuata da Arpa Piemonte nell'area di maggiore attenzione). A cominciare da quelli poco più a monte del laghetto (dove sorge un piccolo stabilimento di cromatura metalli, anche se al momento – lo precisiamo – non è ancora dimostrata correlazione). Si deve procedere un passo alla volta: una volta terminate le operazioni di accertamento ambientale, la palla passerà alle autorità competenti, sanitarie ed ambientali ed eventualmente – se dovessero emergere elementi su responsabilità – a quelle giudiziarie.
"In riferimento all’episodio di contaminazione idrica recentemente riscontrato nei pressi di un laghetto di Sant’Anna Avagnina, le analisi disposte dall’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente stanno rivelando una costante diminuzione della presenza di cromo-VI e, nella mattinata di oggi, sabato 18 aprile, la dirigente dell'ufficio Ambiente del Comune di Mondovì ha assunto un’apposita ordinanza che dispone lo smaltimento delle acque presenti nel piccolo invaso. Le ulteriori analisi disposte in altre località della zona interessata non destano ad ora preoccupazione. Resta comunque in vigore l'ordinanza del Sindaco dello scorso 10 aprile".
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