Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

L'artigianato che nobilita: «Non va subordinato alla produzione industriale»

Il centro del dibattito a Saluzzo, dove sono state premiate le aziende da Confartigianato Cuneo per la loro fedeltà associativa

L'artigianato che nobilita: «Non va subordinato alla produzione industriale»

Walter Tredesini, presidente Confartigianato zonale di Saluzzo

Saluzzo diventa il centro del dibattito sul futuro dell’artigianato. Nella giornata di sabato 18 aprile, la suggestiva cornice dell’Antico Palazzo Comunale ha ospitato il “Premio Fedeltà Associativa” promosso da Confartigianato Imprese Cuneo – Zona di Saluzzo, raccogliendo una partecipazione trasversale tra imprenditori, istituzioni e cittadini.

Un appuntamento che non è stato solo celebrativo, ma anche un’occasione concreta per riflettere sul ruolo dell’artigianato oggi, tra tradizione e innovazione.


In foto Iberti, Besso, Pianetto e Abrate


L’artigianato come “nobilitazione”

Dopo i saluti istituzionali, tra cui quelli della vicesindaca di Saluzzo Francesca Neberti e del consigliere regionale Mauro Calderoni, di Walter Tredesini, presidente Confartigianato zonale di Saluzzo, Daniela Balestra, presidente territoriale di Confartigianato Cuneo e del vice presidente vicario Michele Quaglia, l’evento è entrato nel vivo con una tavola rotonda dal titolo “Le parole dell’artigianato: nobilitazione”.

Un concetto forte, che ha guidato il confronto tra professionisti e protagonisti del settore: l’artigianato non come semplice produzione, ma come espressione culturale e identitaria.

A portare il loro contributo sono stati la stilista Bruna Besso Pianetto, l’architetto Andrea Abrate e l’esperto di design Axel Iberti, sottolineando come ogni prodotto artigianale sia in realtà una storia, un sapere tramandato e un legame diretto con il territorio.



La nuova visione

Dal dibattito è emersa una visione chiara: serve un cambio di paradigma. L’artigianato deve essere riconosciuto per il suo valore intrinseco, non subordinato alla produzione industriale, ma capace di distinguersi per qualità, unicità e valore culturale.

In particolare, nei settori della moda e del design, la manualità artigiana si conferma un elemento imprescindibile, sempre più richiesto da un mercato orientato all’autenticità.

Il valore della fedeltà associativa

Momento centrale della giornata è stata la cerimonia di consegna dei riconoscimenti alle imprese storiche del Saluzzese, premiate per la loro lunga adesione a Confartigianato.

Un segnale concreto di appartenenza e continuità, come sottolineato dalla presidente territoriale Daniela Balestra, che ha ribadito il ruolo dell’artigianato come pilastro dell’identità locale e nazionale.



Tutte le aziende premiate

Sono state venti le realtà artigiane insignite del riconoscimento alla fedeltà associativa:

  • Tolin Parquets Snc (Torre San Giorgio) – 65 anni
  • Musso Luciana (Sampeyre) – oltre 55 anni
  • Mondino Francesco (Saluzzo) – 50 anni
  • Pgf di Grasso F.lli Srl (Moretta) – 50 anni
  • Visolab di Appendino Maurizio & Romoli Alberto Snc (Saluzzo) – oltre 45 anni
  • Costamagna Aldo e C. Snc (Scarnafigi) – oltre 40 anni
  • Chiabrando & Barbero di Veledi Andi & C. Snc (Verzuolo) – oltre 35 anni
  • Genero Elio (Bagnolo Piemonte) – oltre 35 anni
  • Tipo-Lito Technograf Sas di Cosio Emanuela e Danilo (Piasco) – oltre 35 anni
  • Autotrasporti Infossi di Infossi Giovanni Snc (Paesana) – oltre 35 anni
  • Falegnameria Sereno Mario & Figli Snc (Torre San Giorgio) – 35 anni
  • Autoriparazioni di Fina Mauro & C. Sas (Sampeyre) – 35 anni
  • Segheria Bruno Franco F.lli Srl (Bagnolo Piemonte) – 35 anni
  • Seymandi Felicina (Lagnasco) – 35 anni
  • Rossa Dario (Barge) – 35 anni
  • Giordano Elio (Verzuolo) – 35 anni
  • Maero Pierpaolo (Saluzzo) – 35 anni
  • Perotti Livio (Barge) – 35 anni
  • Fraire Angelo (Saluzzo) – 35 anni
  • Garnero Mauro (Venasca) – 35 anni

Un patrimonio da valorizzare

Il messaggio che arriva da Saluzzo è chiaro: l’artigianato rappresenta un patrimonio immateriale di enorme valore, che va raccontato, sostenuto e tramandato. La “nobilitazione” passa quindi anche dal linguaggio e dalla capacità di riconoscere il giusto valore a mestieri che custodiscono competenze uniche e fondamentali per il futuro del territorio.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x