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La cittadinanza italiana a Yuliya Golub con una cerimonia carica di emozione

Il giuramento davanti al sindaco Balbo e il ringraziamento al paese: «Qui mi sono sentita accolta con calore»

La cittadinanza italiana a Yuliya Golub con una cerimonia carica di emozione

Un momento intenso e ricco di significato si è vissuto martedì 14 aprile nel salone del Consiglio di Palazzo Cavallo, a Montaldo di Mondovì, dove la signora Yuliya Golub ha ufficialmente prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, ricevendo la cittadinanza italiana alla presenza del sindaco Giovanni Balbo, degli amministratori comunali e dei dipendenti del Comune.

Nata in Ucraina il 13 dicembre 1980, Yuliya è arrivata in Italia nel 2013 e risiede a Montaldo dal 2021 con il marito. Professionista nel settore del massaggio terapeutico e sportivo, lavora tra il Piemonte e il Trentino-Alto Adige, collaborando con hotel, centri benessere e strutture di rilievo.

Dopo la cerimonia ufficiale, la nuova cittadina italiana ha condiviso con amministratori e personale comunale un momento conviviale, semplice ma sentito, nel segno dell’accoglienza e della vicinanza umana.

«Desidero esprimere un sincero ringraziamento al sindaco Giovanni Balbo per avermi accompagnata in questo passaggio importante e per la cerimonia di conferimento della cittadinanza - ha dichiarato Yuliya -. Un ringraziamento speciale anche all’amministrazione comunale e alla responsabile amministrativa per la disponibilità, l’energia, il sorriso e l’apertura con cui sono stata accolta».

Parole profonde anche nel rapporto con il paese che l’ha ospitata: «Sono grata al piccolo paese di Montaldo di Mondovì per avermi dato la possibilità di ricevere e celebrare la cittadinanza italiana attraverso una cerimonia ufficiale. Ringrazio la terra italiana per avermi accolta. Ho trovato una realtà che sento vicina e calorosa».

Yuliya ha inoltre sottolineato il desiderio di continuare a dare il proprio contributo attraverso il lavoro e l’esperienza maturata negli anni: «Spero che il nostro rapporto sia reciproco e che potremo essere utili l’uno all’altra».

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