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21 Aprile 2026 - 15:38
Nel riquadro, l'assessora regionale Chiarelli
Marina Chiarelli, assessora alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte: "Di fronte ai femminicidi, da ultimo quelli avvenuti in provincia di Alessandria e di Asti, il silenzio non è un’opzione. Ma non basta indignarsi ogni volta che accade."
La violenza contro le donne non nasce all’improvviso: cresce nel tempo, spesso lontano dai riflettori e, come in questo caso, anche in assenza di denunce formali. Per questo il tema non riguarda solo la repressione, ma la prevenzione. Come istituzioni abbiamo il dovere di costruire una rete più forte tra servizi, territorio e comunità, capace di intercettare i segnali prima che sia troppo tardi. E questo vale anche per le politiche giovanili e per la sicurezza: dove non ci sono presidi, relazioni e responsabilità, cresce il rischio. E riguarda da vicino anche Novara: episodi recenti tra i più giovani dimostrano che il tema della violenza e del rispetto non può più essere affrontato solo in chiave emergenziale".
La sicurezza si costruisce prima, con presenza visibile, relazioni e responsabilità, ampliando punti di ascolto e i corsi pratici per operatori, allenatori sportivi, educatori, personale scolastico, ovverosia punti di riferimento locali, soprattutto in quartieri sensibili, nelle aree frequentate dai giovani e nelle zone critiche (tipo stazioni ecc.)
In Piemonte questa responsabilità si traduce in azioni concrete: una rete composta da 23 centri antiviolenza, 80 sportelli e 13 case rifugio, che ogni giorno accolgono, proteggono e accompagnano le donne nei percorsi di uscita dalla violenza. Nello scorso anno le donne aiutate in Piemonte sono state oltre 4mila ma vogliamo fare di più.
Promozione di attività formative per gli operatori della rete antiviolenza e delle Forze dell’Ordine, unitamente ad un raccordo più efficace tra le componenti coinvolte, sono gli obiettivi del protocollo d’intesa per prevenire e contrastare la violenza contro le donne siglato a marzo 2025 tra Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino, le Amministrazioni provinciali, le Prefetture, la Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, le Università e il Politecnico di Torino, l’Università del Piemonte orientale.
Abbiamo rafforzato gli interventi sul territorio, ampliando i punti di accesso e sostenendo progetti di reinserimento lavorativo, perché l’autonomia economica è spesso la prima vera forma di libertà. Allo stesso tempo continuiamo ad investire sulla prevenzione, a partire dalle scuole, con percorsi educativi che parlano ai più giovani di rispetto, relazioni e responsabilità.
Nello stesso alveo opera il fondo di solidarietà istituito dalla Regione rivolto alle donne vittime di violenza, utilizzato per coprire le spese di assistenza legale sia in ambito penale che in ambito civile.
Perché contrastare la violenza significa agire prima che accada. E significa farlo insieme, come comunità.
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