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“Monfleur” ha funzionato, e anche bene: perché?

Una stupenda prima edizione per l’appuntamento floreale che ha puntato sulla qualità

“Monfleur” ha funzionato, e anche bene: perché?

Rose inglesi, peonie, piante acquatiche, bonsai. Per un giorno, Mondovì Piazza era… un bouquet, colorato e profumatissimo. Sabato 18 e domenica 19 aprile in piazza Maggiore è andata in scena la primissima edizione di “Monfleur”: una manifestazione interamente nuova, ideata da un gruppo di persone che, con la collaborazione dell’Associazione “La Funicolare”, hanno messo su un Comitato e hanno portato un bell’evento.

COS’È STATO MONFLEUR?

In piazza Maggiore trovavano stand di ogni tipo di fiore – ma tutti molto ricercati – e da molte parti di Italia. Dalla zona torinese o dal Nord Piemonte, come Poirino o Ciriè, altri da zone più vicine come Dogliani, Cervasca o Cerretto Langhe, ma anche da molto più lontano come Cavaglià, Borgo D’Ale, Cernusco sul Naviglio. «Non erano solo espositori o commercianti – ci spiegano gli organizzatori –: sono tutti coltivatori e produttori, alcuni che hanno piante particolari, vere chicche per gli appassionati ma capaci di piacere a tutti. Volevamo creare un evento nuovo, ispirato alle grandi fiere floreali come Masino, Milano, Lucca e Torino, che valorizzasse un mondo, quello del florovivaismo, che oggi attrae gli appassionati anche da molto lontano. Gli espositori che sono venuti qui portano un prodotto di altissima qualità». Molto belle anche le mostre a Palazzo di Città e al Museo della Ceramica. E l’atrio dell’ex Tribunale era impreziosito con decorazioni floreali “da matrimonio”, come il sindaco ha ricordato: «Vogliamo proporre Mondovì, con l’atrio e la terrazza del palazzo dei Gesuiti, come location da promuovere nel circuito del wedding tourism. Abbiamo commissionato uno studio specifico, che è appena concluso».

LE CHIAVI DEL SUCCESSO

Come e perché ha funzionato “Monfleur”? Ci sono almeno due chiavi che vanno messe in risalto. La prima è che questo evento ha voluto puntare sulla qualità, prima che sulla quantità. L’evento ha esordito con un programma apparentemente “modesto”: ma l’offerta dei produttori presenti era eccellente. Seconda chiave: la location. Complice anche un meteo felicissimo (altrimenti lo scenario sarebbe stato completamente diverso, questo va detto), la piazza era splendida, sicuramente migliore di un evento sotto una grande tensostruttura, proprio come le esposizioni ne città a cui si sono ispirati gli organizzatori. Buona la prima, ora Mondovì aspetta la prossima edizione.

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