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L'ex Caserma diventa Scuola di circo: progetto da oltre 3 milioni di euro

Il Comune aggiorna il quadro economico per la Cittadella con il contributo del GSE

L'ex Caserma diventa Scuola di circo: progetto da oltre 3 milioni di euro

Sale a oltre 3 milioni di euro il quadro economico per il progetto di riqualificazione del primo lotto dell’ex Caserma “Galliano”, la Cittadella. Un complesso di edifici inutilizzato da anni, quasi in rovina, destinato a ospitare la prossima Università del Circo e delle Arti performative.

Qual è la novità? Un aumento di 280 mila euro dell’importo totale, portandolo dai circa 2,8 milioni di cui si parlava fino a oltre 3 milioni, grazie a un contributo di 158 mila euro del GSE (Gestore Servizi Energetici) cofinanziato da 121 mila euro del Comune.

Il contributo GSE arriva in accoglimento della richiesta di “prenotazione incentivi”: significa che il Comune è riuscito a ottenere il contributo proprio a causa del fatto che il progetto prevede la riqualificazione anche in termini energetici dell’edificio. Il progetto di riqualificazione dell’ex Caserma è attualmente nella sua fase di ultimazione: predisposizione e revisione del “progetto esecutivo.”

Il sindaco: «Fin dai primi giorni della legislatura abbiamo lavorato a questo risultato. Confidiamo entro fine maggio l'approvazione del progetto definitivo e poi il cantiere».

La caserma “Giuseppe Galliano” fu costruita tra il 1870 e il 1880 sul sito dell’antica Cittadella fortificata eretta dai Savoia. La Cittadella venne costruita tra il 1573 e il 1576, per decisione del duca Emanuele Filiberto, e a sua volta sorse sul sito dell’antica Cattedrale di Mondovì che venne rasa al suolo (si intravedono ancora però alcune tracce della navata).

Negli anni, fu sede di Reparti sabaudi, napoleonici e degli antesignani della Guardia di finanza. Fu poi sede del comando 1° Rgt. Alpini, del Btg “Mondovì”, quindi utilizzata da diversi Reparti militari e dal 1972 sede della Guardia di Finanza, Scuola Allievi Finanzieri del III° Battaglione, soppresso nel 1999.

E da allora è un guscio vuoto. In rovina, in abbandono, con pesantissimi segni di incuria e... quasi a pezzi.

Alla fine del 2024, e dopo un lungo iter cominciato con le prime progettazioni (su idea dell’allora sindaco Paolo Adriano), il Comune di Mondovì è riuscito a riprenderla in mano: ottenendola gratuitamente dal Demanio, con un lavoro meticoloso (condotto dalla dottoressa Giulia Danna) che ha consentito non solo di “espugnarla” e prenderne le chiavi, ma soprattutto di procedere con l’obiettivo più ambizioso: il progetto di recupero. Un progetto finanziato grazie ai fondi europei delle Strategie Urbane di Area, le “SUA”, con 2 milioni di euro, a cui poi si sono aggiunti 500 mila euro grazie al bando “STARS” della Fondazione CRC.

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