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In carcere con un cellulare nascosto nel posto più… impensabile

È accaduto a Vercelli, la scoperta durante una perquisizione

In carcere con un cellulare nascosto nel posto più… impensabile

Nella mattinata di martedì 21 aprile, a seguito della abituale perquisizione ordinaria in uno dei Reparti del carcere di Vercelli, l’attenzione dei poliziotti penitenziari si è concentrata su un detenuto italiano. Durante il passaggio in prossimità del metal detector, l’uomo veniva segnalato per la possibile presenza di oggetti metallici occultati sulla persona. Sottoposto a una perquisizione personale più accurata, mediante l’utilizzo di apposito dispositivo di controllo, si registrava un ulteriore segnale in corrispondenza della zona lombare. Invitato a dichiarare l’eventuale occultamento di oggetti metallici, il detenuto confessava la presenza un telefono cellulare all’interno del… retto.

Un episodio reso pubblico dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria che annota: «Senza opporre resistenza né subire alcuna costrizione, il soggetto procedeva autonomamente all’espulsione dell’oggetto occultato, che veniva prontamente recuperato dal personale operante»

«L’episodio odierno conferma ancora una volta l’elevato livello di attenzione e professionalità del personale di Polizia Penitenziaria – dichiara Mario Corvino, vicesegretario Regionale per il Piemonte del SAPPE –, ma evidenzia al contempo le criticità strutturali e organizzative che quotidianamente gli operatori sono chiamati ad affrontare. È necessario un intervento concreto volto a rafforzare gli organici, migliorare le condizioni lavorative e ristabilire relazioni sindacali efficaci, al fine di garantire sicurezza e dignità all’interno degli istituti penitenziari».

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