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Dove un tempo c’era l’asilo: i bambini riscoprono la scuola dei loro nonni

L'asilo, voluto dal Conte, ha chiuso cinquant'anni fa. Ora il piccolo Comune non ha più scuole, ma punta sulla forza dei bambini: «Siete voi che "fate" la scuola»

Dove un tempo c’era l’asilo: i bambini riscoprono la scuola dei loro nonni

I bambini a Cigliè, con il sindaco, davanti all'ingresso del Castello Capris

Una giornata speciale, fatta di scoperta, emozione e memoria condivisa, quella vissuta dai bambini della scuola dell’infanzia di Bastia Mondovì in visita a Cigliè, piccolo borgo delle Langhe che ha aperto le sue porte al passato e all’entusiasmo dei più piccoli.

Martedì 21 aprile, ad accogliere la comitiva è stato il sindaco di Cigliè, Adriano Ferrero, che con parole piene di gratitudine ha voluto sottolineare il significato profondo dell’incontro: «Una scuola è un edificio, con all'interno aule, corridoi, spazi comuni, arredi, ma la sua vera essenza si trova nei bambini, nelle maestre e nei collaboratori. Sono loro che "fanno" la scuola».

La visita è stata occasione per un piacevole ritorno al cuore della storia del paese, dove un tempo sorgeva l’asilo infantile di Cigliè, oggi non più attivo ma ancora vivo nei ricordi e nelle testimonianze. I piccoli visitatori, accompagnati dalle insegnanti Silvia, Daniela e Michela e dalla collaboratrice Sara Ricca, residente in paese, hanno potuto osservare dall’esterno il Castello di Cigliè e lo stabile che ospitava l’antico asilo, in via Gen. Manildo.

Qui, davanti a mura cariche di storia, il sindaco ha ripercorso le origini dell’istituzione: un edificio di fine Ottocento, nato grazie al Conte Capris e alla sua famiglia, che già nel 1895 aveva dato vita a una realtà educativa fondamentale per il territorio. L’asilo, utilizzato fino al 1975, ha rappresentato per generazioni di bambini il primo incontro con la scuola, in un’epoca in cui a guidare l’educazione erano le suore.

«Una struttura – ha ricordato Ferrero – concessa in uso gratuito per il bene della comunità, che ha servito Cigliè per decenni e che oggi continua a raccontare la sua storia attraverso chi la custodisce e la vive con rispetto».

Particolarmente emozionante il momento in cui alcuni bambini del gruppo, originari proprio di Cigliè, hanno scoperto che tra quelle mura avevano studiato anche i loro nonni, creando un filo invisibile ma fortissimo tra generazioni.

La giornata è poi proseguita tra esperienze educative e momenti di socialità: una lezione di musica e musicoterapia presso Villa Elma, guidata da Samantha Boglio, il pranzo al sacco nei locali della Pro Loco e infine il gioco e lo sport presso l’impianto sportivo del paese, con un suggestivo passaggio anche al Sacrario partigiano di Bastia, sulla collina di San Bernardo.

Non è mancato un pensiero anche all’attualità: oggi Cigliè rientra tra gli enti beneficiari di contributi per il sostegno agli asili nido, una continuità ideale con quella visione educativa lungimirante, che già oltre un secolo fa il Conte Capris aveva immaginato per la comunità.

A chiudere la giornata, le parole più sentite del sindaco Ferrero: «L’entusiasmo di questi bimbi mi ha commosso. Ancora una volta ci ricorda quanto siamo fortunati ad avere maestre e collaboratori che trasformano il loro lavoro in una vera missione, lasciando nei bambini qualcosa che resterà nei loro cuori».

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