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Visori 3D, botteghe, talento e innovazione: il Made in Italy apre le porte al futuro

Al Monastero della Stella di Saluzzo Confartigianato Cuneo racconta un Made in Italy che unisce tradizione, tecnologia e visione, con esperienze immersive e laboratori per tutte le età

Visori 3D, botteghe, talento e innovazione: il Made in Italy apre le porte al futuro

Non una semplice mostra, ma un viaggio dentro il futuro del saper fare italiano. Un’esperienza che racconta come l’artigianato non sia soltanto memoria e tradizione, ma anche innovazione, creatività e capacità di anticipare il domani.

È stata inaugurata al Monastero della Stella di Saluzzo la mostra “L’artigianato che verrà. Visioni dal presente al futuro”, promossa da Confartigianato Cuneo e visitabile fino al 3 maggio nell’ambito di Start Saluzzo, tra gli appuntamenti culturali più significativi del territorio.

L’iniziativa si inserisce nel programma della Giornata Nazionale del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e punta a restituire una visione contemporanea del mondo artigiano, dove il valore delle mani si intreccia con le sfide del futuro.

«L’artigianato non è nostalgia, ma progetto – ha sottolineato la presidente provinciale Daniela Balestra –. Questa mostra vuole raccontare un comparto vivo, capace di innovarsi senza perdere identità, e dimostrare che il Made in Italy continua a essere un motore di qualità, cultura e sviluppo».

Il percorso espositivo, curato dall’architetto Danilo Manassero, amplia e rilancia il successo della mostra proposta lo scorso anno, che registrò circa 900 visitatori, e mette al centro il concetto di “intelligenza artigiana”, sintesi di competenza tecnica, sensibilità creativa e capacità di adattamento.

Parole come cura, tempo, qualità, territorio, identità e futuro diventano qui strumenti di racconto, quasi un vocabolario emotivo e culturale attraverso cui leggere l’evoluzione dell’artigianato contemporaneo.

Uno degli elementi più sorprendenti della rassegna è l’esperienza immersiva con visori 3D a 360°, che consente ai visitatori di entrare letteralmente nelle botteghe e nei laboratori, vivendo da vicino il ritmo del lavoro, il gesto artigiano e il rapporto tra uomo e materia.

«La tecnologia non sostituisce il saper fare, lo amplifica – è stato evidenziato durante l’inaugurazione –. Questo dialogo tra digitale e manualità apre scenari nuovi e mostra come innovazione e tradizione possano crescere insieme».

A testimoniare questa visione c’è anche la presenza di una stampante 3D, realizzata in collaborazione con FabLab Cuneo, simbolo di un artigianato che guarda avanti e sperimenta.

Non manca la dimensione partecipativa, con laboratori esperienziali pensati per coinvolgere adulti e bambini: dall’assemblaggio di una macchinina a energia solare alla lavorazione artistica del cioccolato, fino ai “dolci bouquet” da creare e regalare.

Ricco il parterre dell’inaugurazione, con i vertici di Confartigianato Cuneo, rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo economico e culturale e la presenza del regista e sceneggiatore Fredo Valla, a conferma di quanto il tema dell’artigianato sappia parlare non solo all’economia, ma anche all’immaginario e alla cultura.

Tra i manufatti esposti, opere e creazioni di imprese della Granda che raccontano la forza di un comparto capace di spaziare da ceramica, legno, gioiello, ferro battuto, design, pietra e alta moda, fino alle nuove frontiere produttive.

«L’artigianato è uno dei patrimoni più autentici del nostro Paese – ha evidenziato il direttore generale Joseph Meineri – e iniziative come questa servono a farne percepire non solo il valore economico, ma anche quello sociale e culturale».

Più che una mostra, un invito a guardare il Made in Italy con occhi diversi.

Perché il futuro, qui, non si immagina soltanto. Si costruisce con le mani.

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