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Dichiarazioni dei redditi: quali sono i Comuni più ricchi

Scopri i dati Comune per Comune. L'area delle Langhe e dei grandi vini guida la classifica. Dopo il clamoroso 4º posto nazionale di due anni fa, Briaglia torna alla normalità

Dichiarazioni dei redditi: quali sono i Comuni più ricchi?

Una veduta delle Langhe, tra Castiglione Falletto e Serralunga d' Alba. Foto Marco Aimo

I nuovi dati del Ministero dell’Economia relativi alle dichiarazioni 2025 (anno d’imposta 2024) raccontano un’Italia in miglioramento sul piano dei redditi, ma ancora profondamente diseguale.

Nel 2024 il reddito complessivo medio pro capite ha raggiunto 25.125 euro, con una crescita del +4,1% rispetto al 2023. Un dato particolarmente significativo perché, per la prima volta dopo anni, l’aumento dei redditi ha superato l’inflazione (ferma all’1,1%), determinando un reale recupero del potere d’acquisto.

Questo miglioramento si inserisce in una tendenza di lungo periodo: dal 2009 al 2024 il reddito medio imponibile è cresciuto di circa un terzo. Tuttavia, la crescita non è uniforme: persistono forti differenze territoriali e sociali.

La classifica dei comuni più ricchi d’Italia nel 2024 è dominata da realtà molto piccole o da località di pregio. In testa si trovano:

  • Maccastorna (oltre 72mila euro pro capite), in provincia di Lodi. Un Comune di appena 67 abitanti che in un solo anno è passato dalla 1.984ª posizione alla prima, probabilmente per effetto del trasferimento in paese di un "super ricco".
  • Lajatico (paese di Andrea Bocelli)
  • Portofino

Questi risultati sono spesso influenzati dalla presenza di pochi contribuenti ad altissimo reddito o da contesti territoriali molto esclusivi.

Accanto a questi casi, emerge un modello più strutturato: comuni residenziali di qualità, spesso vicini a grandi città o inseriti in aree ad alto valore turistico e paesaggistico.

La distribuzione dei redditi continua a riflettere una forte polarizzazione territoriale. Le aree del Nord restano in testa, mentre il Mezzogiorno rimane indietro, nonostante segnali di crescita diffusa.

Anche nelle grandi città il divario è netto: Milano supera i 40mila euro medi, mentre Napoli si ferma sotto i 25mila.

La fotografia complessiva è quella di un Paese che cresce, ma con disuguaglianze ancora marcate sia tra territori sia all’interno degli stessi territori.

All’interno di questo quadro nazionale, la provincia di Cuneo mostra una dinamica particolarmente interessante, con una forte concentrazione di redditi elevati nell’area delle Langhe.

Il comune più ricco della provincia è Roddi, con un reddito medio pro capite di oltre 34.500 euro, un valore nettamente superiore alla media nazionale.

Subito dietro si colloca un gruppo di comuni che conferma la centralità economica e sociale del territorio langarolo:

  • Rodello
  • Barbaresco
  • Guarene
  • Alba

Si tratta di località accomunate da caratteristiche simili: alta qualità della vita, forte vocazione vitivinicola e turistica, presenza di attività imprenditoriali legate al vino e all’enogastronomia di eccellenza.

Il posizionamento di questi comuni ai vertici della classifica cuneese non è casuale. Le Langhe rappresentano un caso emblematico di sviluppo locale basato su più fattori:

  • filiera del vino di alta gamma, con produzioni riconosciute a livello internazionale
  • turismo enogastronomico, in costante crescita
  • attrattività residenziale, anche per contribuenti ad alto reddito
  • qualità paesaggistica e servizi locali

Questo mix contribuisce a creare un ecosistema economico solido, capace di generare redditi medi significativamente superiori rispetto ad altre aree della provincia.

Nonostante le performance positive, anche in provincia di Cuneo si osservano differenze interne: accanto ai comuni più ricchi delle Langhe, esistono aree con livelli di reddito più contenuti, spesso legate a contesti montani o rurali meno dinamici.

Curiosa la situazione di Briaglia, che due anni fa era balzata al quarto posto nazionale con 43.474 euro di reddito pro capite (anche qui, probabilmente in relazione all'arrivo di un "paperone"), che invece ora è tornata entro i livelli medi, con un reddito decisamente più "normale" anche se superiore alla media: 28.300 euro.

Il caso cuneese riflette quindi, in scala locale, la dinamica nazionale:
crescita complessiva accompagnata da una distribuzione non uniforme della ricchezza.

I dati 2024 segnano una svolta positiva per i redditi degli italiani, finalmente tornati a crescere in termini reali. Tuttavia, il Paese resta caratterizzato da forti disuguaglianze territoriali.

La provincia di Cuneo, e in particolare l’area delle Langhe, dimostra come territorio, specializzazione produttiva e qualità della vita possano fare la differenza. Ma evidenzia anche che lo sviluppo non è omogeneo e richiede politiche capaci di ridurre i divari.

IL REDDITO PRO CAPITE DI ALCUNI COMUNI DEL CUNEESE
Cuneo: 28.300 euro
(+1.000 euro rispetto al 2023)
Mondovì: 26.900 euro
(+917 euro rispetto al 2023)
Alba: 29.500 euro
(+775 euro rispetto al 2023)
Bra: 26.700 euro
(+879 euro rispetto al 2023) 
Fossano: 27.085 euro
(+833 euro rispetto al 2023)
Savigliano: 26.700 euro
(+813 euro rispetto al 2023)
Saluzzo: 27.600 euro
(+861 euro rispetto al 2023)
Ceva: 24.400 euro
(+644 euro rispetto al 2023)
Garessio: 23.900 euro
(+506 euro rispetto al 2023)
Ormea: 21.300 euro
(+965 euro rispetto al 2023)
Carrù: 23.900 euro
(+408 euro rispetto al 2023)
Villanova Mondovì: 24.900 euro
(+335 euro rispetto al 2023)
Vicoforte: 28.200 euro
(+1.008 euro rispetto al 2023)
Roccaforte: 22.300 euro (+1.667 euro rispetto al 2023)
San Michele: 22.700 euro
(+789 euro rispetto al 2023)
Frabosa Soprana: 21.300 euro (+685 euro rispetto al 2023)
Frabosa Sottana: 23.200 euro
(+913 euro rispetto al 2023)
Bene Vagienna: 24.800 euro (+980 euro rispetto al 2023)
Peveragno: 24.900 euro (+915 euro rispetto al 2023)
Beinette: 24.900 euro
(+981 euro rispetto al 2023)
Dogliani: 23.100 euro
(+1.391 euro rispetto al 2023)
Murazzano: 21.300 euro
(+1.083 euro rispetto al 2023)
Farigliano: 22.900 euro
(+972 euro rispetto al 2023)
Piozzo: 22.500 euro
(+56 euro rispetto al 2023)
Magliano Alpi: 23.300 euro
(+730 euro rispetto al 2023)

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