Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

«Non sappiamo che futuro ci aspetta»: il 25 Aprile tra memoria e incertezze

Vicoforte celebra il 25 aprile al cippo della famiglia Prato: deposizione di corone, interventi di scuole, associazioni e dello storico Rossetti per ribadire il valore della libertà

«Non sappiamo che futuro ci aspetta»:  il 25 Aprile tra memoria e incertezze

Il Comune di Vicoforte ha celebrato la festa della Liberazione, come è consolidata tradizione, presso il cippo in memoria della famiglia Prato, sulla Statale 28. Presenti il gruppo Alpini, rappresentanze delle associazioni vicesi, tra cui la PRo Vicoforte, la Consulta Giovanile, il Consiglio comunale dei ragazzi, oltre all'Amministrazione comunale e agli alunni delle scuole vicesi. Presente anche il nuovo comandante di stazione vicese, il maresciallo Maurizio Gabriele, a cui il sindaco ha rivolto il benvenuto della comunità. Dopo la deposizione della corona commemorativa, il messaggio del sindaco dei Ragazzi, Francesco Ballatore, e del primo cittadino vicese Gian Pietro Gasco. «La nostra cerimonia vuole essere un momento di riflessione su quello che è stato e sulla situazione di oggi. Dopo anni di sofferenza, guerra e incomprensione abbiamo vissuto 81 anni in cui tutto quello che era cattiveria, lotta e contrapposizione tra i popoli sembrava tutto dimenticato. Le vicende degli ultimi tempi ci hanno fatto capire che non è cosi. Il valore del 25 aprile è ancora molto attuale. Siamo caduti ancora una volta in cui non riusciamo a capire quale sarà il futuro. Parlare di libertà oggi è importante. Siamo immersi in un meccanismo in cui non si riesce più a distinguere il vero dal falso, le intenzioni dalla realtà dei fatti. In qualche modo siamo privati della libertà che dovremmo avere di capire scegliere e governare il futuro. Dobbiamo farlo consci che continuare a ricordare coloro che ci hanno dato la libertà resta fondamentale e che la libertà del presente dipende anche da noi».

Hanno poi preso la parola i giovani alunni delle scuole, per la lettura di alcune riflessioni e brani letterari e storici. Infine, lo storico Roberto Rossetti ha tenuto l'orazione civile. «Il giorno in cui l'Italia ha detto basta al buio dell'oppressione nazifascista e ha scelto la luce della giustizia e la libertà. È un'occasione per riflettere su chi siamo e quali sono i nostri valori e chi siamo noi – ha esordito Rossetti – giovani, uomini e donne tutti hanno combattuto spesso sacrificando la loro vita consapevoli dell'importanza della lotta».

La cerimonia si è conclusa con la deposizione di un omaggio anche sulla tomba della famiglia Prato, nel cimitero di Fiamenga.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

x